Paura di cambiare

luglio 20th, 2008

Ba, volevo pubblicare sul mio blog, questa tua interessante relazione sul cambiamento; credo possa essere d’aiuto a chi voglia apportare nella sua vita qualche cambiamento ma non riesce a farlo; scopriamone i motivi ;-)

Perchè abbiamo così tanta paura del cambiamento ??
Perchè preferiamo crogiolarci nei nostri problemi e lamentarci fino allo sfinimento nostro e di chi ci sta accanto piuttosto che apportare anche solo una minima modifica a qualcosa ?
“Chi lascia la strada vecchia per la nuova non sa cosa trova” recita un vecchio adagio. D’accordo. Ma se la strada vecchia non ci piace ?? Se stiamo così male nell’attuale condizione, perchè non provare a cambiarla ? Perchè è tanto difficile ??

Secondo logica, dovrebbe esser semplice. Se il pezzo quadrato non entra nel buco tondo, vado a cercare un buco quadrato o un pezzo tondo. Ce lo insegnano da bambini. E’ da stupidi ostinarsi a cercare di far entrare per forza il pezzo quadrato nel buco rotondo. E lamentarsi quando non entra, e piangere e disperarsi e atterrare e angosciare gli altri con le nostre “difficoltà”. Sottolineo le virgolette perchè di difficoltà vera non si tratta quasi mai. Sono pochi i problemi veramente irrisolvibili, mentre invece sono molti, fin troppi, quelli che ci autocreiamo e di cui poi ci piace così tanto lamentarci.
Vien quasi da pensare che lo facciamo apposta, per non annoiarci.
Quando poi mettiamo le soluzioni ai nostri inesistenti autocreati problemi nelle mani degli altri e aspettiamo che siano loro a risolverli al posto nostro, meriteremmo veramente bastonate da mattina a sera. Quello sì che allora diventerebbe un problema. “Aiuto ! C’è qualcuno che mi insegue con un bastone tutto il giorno !”. Questo è un problema, e gli altri sicuramente ci potrebbero aiutare, anche magari mettendosi fra noi e il tizio col bastone se necessario. Ma “Aiuto ! Non riesco a trovare questa cosa !” “L’hai cercata ?” “No, cercala tu per me” è un non-problema, e l’unica risposta che merita è “Datti da fare ! Fai tutto il possibile ! Io non posso farlo al posto tuo !!”.

Perchè è così difficile capire questo ?? Se non ti piace il gelato alla fragola, perchè continui a mangiarlo ? Mangia quello al cioccolato, no ?? Abbiamo una vita sola da vivere, tanta gente sogna di vivere fino a cent’anni ma in che modo ? Lamentandosi di ciò che non ha voglia di cambiare. Pazzesco. E forse più pazzesco è continuare a non capire che, proprio perchè abbiamo una vita sola da vivere, ognuno di noi può vivere solo la propria. Non c’è spazio nè tempo, e non per egoismo, per vivere anche un solo minuto della vita di qualcun altro, eppure molte volte è ciò che pretende da noi chi ci sta accanto. Non parlo di consigli, che sono preziosi e aiutano molte volte a farci vedere la strada.
Ma un conto è farci mostrare una strada, tutt’altro è chiedere, pretendere che qualcun altro la percorra al posto nostro.

Non avevo capito niente

luglio 20th, 2008

Volevo spendere due parole in merito al libro di Diego De Silva, il testo è scorrevole, divertente e profondamente realistico. Il protagonista del romanzo è un avvocato napoletano, Vincenzo Malinconico che fa finta di lavorare per dare un senso alle sue giornate, divide uno studio (arredato con mobili Ikea) con altri pseudo-occupati come lui; la sua vera famiglia è allo sfascio infatti la moglie l’ ha lasciato e i suoi figli tra l’altro adolescenti hanno i loro problemi esistenziali…

A Vincenzo Malinconico capitano però due miracoli che rivoluzioneranno la sua vita, il primo è una nomina d’ufficio grazie alla quale diventa difensore di Mimmo ‘o Burzone, un becchino di camorra, che lo coinvolgerà in una rocambolesca avventura processuale.

Il secondo grande miracolo è l’incontro con Alessandra Persiano, l’affascinante e seducente donna del tribunale che si innamora di Vincenzo e inizia a riempirgli la vita, chiaramente la sua ex moglie nel vedere rinascere Vincenzo capisce che non può vivere senza di lui…Il resto non lo svelo però…

De Silva con la sua scrittura semplice e ironica cattura l’attenzione del lettore che sarà travolto nella lettura del libro, tutto d’un fiato.

Spesso la gente non ha le emozioni chiare, altro che le idee”

Dicono che la felicità si trova nelle piccole cose. Sapeste l’infelicità “

La scelta incantata

luglio 17th, 2008

“Tu, sei un maestro ?”
“Certo ! Io, e tu, e chiunque altro. Ma noi dimentichiamo.”
“Come fanno ?”
“Come fa chi a fare cosa ?”
“Come fanno i maestri a cambiare le proprie vite a volontà ?”
Sorrisi a questa domanda. “Strumenti di potere.”
“Scusa ?”
“Un’altra differenza fra i maestri e le vittime è che le vittime non hanno appreso a usare gli strumenti di potere mentre i maestri li usano sempre.”
“Trapani elettrici ? Seghe a nastro ?” Stava andando alla deriva, e chiedeva aiuto. Un buon insegnante l’avrebbe lasciato lì a cercare la soluzione da solo, ma io sono troppo chiacchierone per insegnare.
“Non la sega a nastro. La scelta. La lama incantata, con un filo che modella una vita. Eppure se abbiamo paura di scegliere qualcosa di diverso da ciò che abbiamo, a che pro la scelta ? Tanto varrebbe lasciarla incartata nella sua scatola, senza neanche disturbarsi a leggere le istruzioni.”
“Chi ha paura di usarla ?” domandò. “Cos’è che spaventa tanto, della scelta ?”
“Ci rende diversi !”
“Ma dai…”
“Okay, allora non scegliere. Fa’ quel che fanno tutti, in ogni minuto della vita. Che succede ?”
“Vado a scuola.”
“Sì. E poi ?”
“Prendo il diploma.”
“Sì. E poi ?”
“Mi sposo.”
“Sì. E poi ?”
“Ho figli.”
“Sì. E poi ?”
“Li aiuto negli studi.”
“Sì. E poi ?”
“Vado in pensione.”
“Sì. E poi ?”
“Muoio.”
“E quando muori, ascolta le tue ultime parole.”
Ci pensò. “E allora.”
“Benchè tu abbia fatto tutto quel che tutti si aspettavano facessi: sei stato un cittadino rispettoso delle leggi, perfetto marito e padre, hai votato, fatto la carità, sei stato buono con gli animali. Sei vissuto secondo le altrui aspettative e muori di E allora ?”
“Ehmm.”
“Perchè non hai mai fatto scelte nella tua vita, Dickie ! Non hai mai chiesto un cambiamento, non hai mai chiesto che cosa amavi e non l’hai mai trovato, non ti sei mai tuffato nel mondo che più ti importava, non hai mai combattuto contro i draghi che ritenevi potessero mangiarti, non ti sei mai spinto su picchi rocciosi aggrappandoti con la punta delle tue abilità al profondissimo strapiombo sulla distruzione perchè la tua vita era lì e tu dovevi liberarla dal terrore e portarla a casa ! Scelta, Dickie ! Scegli ciò che ami e inseguilo a gran velocità e io, io tuo futuro, ti prometto solennemente che non morirai mai di E allora !”
Mi guardò in tralice. “Stai cercando di convincermi ?”
“Sto cercando di farti deviare dal solito Tran Tran. Te lo devo.”
“E se lo faccio ? Cosa succede se imparo a scegliere per conto mio, senza badare a quel che dicono gli altri, e me ne vado lì sulle rocce. La tua lama magica baderà alla mia sicurezza ?”
“Dickie,” sospirai “da quando la sicurezza è diventata la tua ambizione ? Volare senza rete è l’unico modo per fare che l’ultima tua parola sia Sì !”
“L’albero di sicomoro” disse.
“Come dici ?”
“…davanti a casa. E’ sempre lì, è sempre sicuro. Quando ho paura darei qualunque cosa per essere quell’albero. Quando non ne ho, non potrei sopportare una vita così noiosa.”
[...]
“Volare senza rete non vuol dire distruggersi” dissi. “Non ti infili su un aereo da corsa finchè non hai imparato a volare su un Piper Cub. Piccole scelte, piccole avventure prima delle grandi.”
“[...] A scuola, negli affari e nel matrimonio, in qualsiasi avventura tu scelga, se t’importa quali saranno le tue ultime parole, ti fidi di ciò che conosci e osi spingerti verso la tua speranza.”

Tratto da “Via dal nido” di Richard Bach

I video dello spettacolo

luglio 2nd, 2008

I video di Grease:

The final Countdown

giugno 26th, 2008

Dieci giorni alle vacanze, finalmente!!!

Martedì 1 Luglio devo sostenere l’ultimo esame di drammaturgia antica e poi relax, relax e tanto relax…

L’appuntamento con i “senza licenza” è per mercoledì prossimo alle 20.00 ( P.zza di Ariccia), fatemi sapere con precisione quanti siete che devo prenotare la pizzeria…

Allo spettacolo teatrale, mi sono incresciosamente dimenticata di ringraziare Mirko Genovesi, purtroppo capita anche ai migliori registi ;-) Prossimamente inserirò qualche scena girata dal nostro Prof, devo dire, il videomontaggio non poteva venire meglio, peccato per l’audio che non è il massimo, magari la prossima volta gli attori avranno tutti gli auricolari…

A presto!!

Alcune foto di Grease…

giugno 15th, 2008

GreaseEcco le prime foto di Grease, un enorme grazie al fotografo Giovanni Di Marco.

STREPITOSI!!!

giugno 13th, 2008

Lo spettacolo è stato veramente fantastico!!

Quest’anno ci siamo veramente superati, esibizione esilarante ed emozionante, chissà se faremo delle repliche… adesso aspettiamo la fine degli esami e poi si vedrà ;-)

Un abbraccio alla compagnia dei “Senza Licenza”, GRAZIE per l’emozioni che mi avete dato!!

La vostra Prof

Grazie Giorgio

giugno 10th, 2008

Grazie all’opera di Giorgio abbiamo l’invito e una fantastica locandina (che pubblicherò presto):

Invito grease

Finalmente Grease!!

giugno 6th, 2008

Finalmente ci siamo,

giovedì 12 Giugno, alle ore 10.30 presso il Teatro di san Paolo si terrà la prima rappresentazione del musical GREASE!! Lunedì iniziano le prove generali e martedì i tecnici vengono a montare l’impianto audio e luci.

Oggi ho sostenuto la seconda parte dell’esame di Legislazione, non mi sembra vero di essermi tolta questo mattone, la prof mi ha tenuto un’ora e un quarto. Il primo luglio ho l’ultimo esame di Drammaturgia!!

Dunque, un esame all’alba e poi inizio la tesi in Architettura del paesaggio.

Buon week-end a tutti! :-)

Piccoli Pensieri…

maggio 28th, 2008

Un mio allievo, Alessandro Luciani, mi ha regalato un libro di poesie romanesche scritto da sua nonna, Elsa Salustri, parente stretta di Carlo Alberto (Trilussa).

Elsa Salustri nasce a Genzano di Roma il 9 settembre 1933, da Sante Salustri e da Anna Marchiusi.
Sposata con Angelo Luciani, ha tre figli, Francesco, Mirella e Fabrizio.
Ama le piccole, semplici cose di tutti i giorni, viste con gli occhi ingenui dell’infanzia.
la fontanella, il vicolo, la soffitta, i ricordi di un infanzia segnata dalla guerra, dalle privazioni e dalla perdita del padre: questi sono i luoghi della memoria della poetessa, raccolti in immagini scolpite nelle pietre levigata dal tempo.

Sante Salustri, padre della poetessa, il quale svolgeva la professione di facocchio (costruttore di carretti a vino), era figlio di augusto, cugino di Carlo Alberto Salustri detto Trilussa.

Ecco alcune poesie…

 ER TELEFONO

‘Na vorta stava appiccicato ar muro
e pe fallo funzionà
tutt’e due le mano
dovevi addoperà.
Poi l’hanno fatto funzionà con una mano,
ma er filo ‘n te faceva allontanà
e te costriggneva a restà là.
Adesso finarmente
j’hanno levato er filo
e poi tennelo in mano,
in borsa o ner taschino
e dovunque t’aritrovi
ce poi fà la parte de Arlecchino.

ER POCO E L’ASSAI

Ancora m’aricordo de quanno
ce se doveva arroventà la mente
pe fà diventà tanto
quer poco che pareva gnente.
Oggi invece la robba
nemmanco s’ammisura;
nu’je se dà importanza:
è più quelo che se sprega
che quelo ch’arivanza.
Ma quer ch’oggi arimane de l’assai
è assai de meno
de quer poco ch’addiventava tanto.

LA MONTAGNA

D’autunno e d’inverno,
tra pioggia, neve e vento,
il fisico te da ‘n po’ de tormento.
Ma poi viè primavera
e già se sente er novo verso sera.
D’estate poi è ‘na meravija,
tra er verde e l’aria fina dei sentieri
te fa sentì
propio come si fussi nata jeri.