Inizio attività teatrale

novembre 1st, 2008

Giovedì 6 Novembre alle ore 14.30 nel teatro di P.zza San Paolo, avrà iniziò l’attivita teatrale. 

Verranno assegnate le parti agli allievi che si sono presentati ai provini del 25 Ottobre, saranno inoltre consegnati i copioni dello spettacolo da rappresentare.

A presto!!! ;-)

Duse D’annunzio

ottobre 10th, 2008

Ieri sera sono andata a vedere al teatro Arcobaleno di Roma la prima dello spettacolo dedicato al poeta Gabriele D’annunzio e alla sua musa Eleonora Duse: “ultima fermata hotel Cavour Milano”

Viene raccontato il pensiero dello scrittore a 70 anni dalla sua morte, ripercorrendo la storia d’amore con la Divina Eleonora Duse. Brillante l’interpretazione di Gianluigi Pizzetti che avevo avuto modo di conoscere come Astolfo, nella fiction il “sangue e la rosa”. Barbara Amodio, regista e protagonista dello spettacolo è stata meno eclatante di quanto pensassi.

Preferisco indubbiamente il musical!!!

:-)

Iniziano i provini!

ottobre 10th, 2008

A partire dal 6 Novembre 2008, avrà inizio l’attività di Laboratorio Teatrale. Le lezioni si svolgeranno il giovedì dalle ore 14.30 alle ore 17.00; la partecipazione è aperta ad allievi di tutte le sedi, il numero dei partecipanti non dovrà superare le 30 unità.

Il laboratorio si pone come finalità l’appropriazione e l’uso di linguaggi come mezzi espressivi idonei alla crescita ed alla formazione della personalità dell’individuo, attraverso la capacità di esprimere verbalmente e figurativamente l’esperienza di sé e del mondo nelle sue forme e nei suoi contenuti.

Il progetto verrà realizzato attraverso quattro fasi:

1. Nella prima fase si mirerà ad educare gli adolescenti ad un uso corretto ed efficace della voce, pertanto verranno proposte una serie di attività linguistiche atte a migliorare l’espressività e la capacità di controllo della voce. Sempre in questa prima fase l’insegnante guiderà gli allievi alla presa di contatto con il proprio corpo e con le sue potenzialità espressive.

2. Nella seconda fase verrà affrontata la lettura di copioni teatrali, guidando gli allievi alla loro comprensione ed interpretazione e mostrando come si realizza uno spettacolo, facendo capire come da una storia scritta (il copione) si arriva alla rappresentazione scenica.

3. Nella terza fase si ascolteranno cd relativi a opere teatrali dialettali, (es. “la Taranta” di Ambrogio Sparagna o “Semo o nun semo” di Nicola Piovani, rappresentati negli spettacoli dello scorso anno) in seguito verranno eseguiti i passi delle relative ballate con interpretazione canora (musical).

4. Nella quarta e ultima fase l’insegnante assegnerà i ruoli agli allievi, in relazione alle loro attitudini e capacità.

L’attività sarà finalizzata alla rappresentazione di uno spettacolo teatrale nel mese di Giugno 2009.

Coloro che fossero intenzionati a partecipare possono presentarsi alla selezione che si terrà il giorno giovedì 16 Ottobre dalle ore 15.00 alle ore 17.00, presso il teatro della sede di Piazza San Paolo, 6 ad Albano Laziale, con una breve dimostrazione delle proprie capacità canore e recitative, il “provino” si svolgerà su basi musicali fornite direttamente dagli allievi partecipanti.

Jean-Michel Basquiat

settembre 26th, 2008

Dal 2 ottobre al 1 febbraio a Palazzo Ruspoli saranno esposti 40 capolavori dell’artista statunitense che è stato uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano, riuscendo a portare, insieme a Keith Haring questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte.

“Fantasmi da scacciare” è il titolo della mostra, il curatore Olivier Berggruen ha spiegato che nel tempo l’artista ha sviluppato “una visione della personalità umana come qualcosa di fratturato” frutto dell’alienazione “vissuta da un nero nella società razzista che più tardi lo avrebbe accolto con la stessa rapidità con cui lo avrebbe respinto qualche anno dopo, quando la dipendenza dalla droga lo fece diventare persona non gradita tra la maggior parte dei galleristi e dei collezionisti”.

Morì a New York nel 1988 a soli 27 anni per un’overdose di eroina ma oggi è tra i protagonisti più quotati dell’arte contemporanea.

« Io non penso all’arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita »
 
(Jean-Michel Basquiat)
  « Non ascolto ciò che dicono i critici d’arte. Non conosco nessuno che ha bisogno di un critico per capire cos’è l’arte »
 
(Jean-Michel Basquiat)

Sicuramente leggendo la biografia dell’artista tutti gli allievi non vedranno l’ora di vedere i graffiti del grande genio!!!

Arrivederci estate!!

settembre 26th, 2008

E’ un mesetto che non scrivo, la scuola è ricominciata e come tutti gli anni ci metto minimo un paio di settimane per riprendere pienamente i ritmi, ho ancora nostalgia dell’estate appena trascorsa…

Mi hanno assegnato un primo, un secondo e due terzi, rispettando la continuità didattica che per me è fondamentale, anche quest’anno ho presentato un progetto extra-curriculare di teatro e se dovessero approvarlo l’attività dovrebbe iniziare da novembre a giugno, sempre il giovedì dalle 14.30 alle 17.00.

Sto preparando la tesi, ho stampato la domanda cautelativa e devo discutere entro dicembre così risparmio un po’ di soldini :-) La scorsa settimana sono andata a Ninfa per intervistare il curatore dei giardini Lauro Marchetti, mi ha subito trasmesso un’ impressione positiva e ho scoperto tante cose sul nuovo parco che prossimamente verrà aperto al pubblico. Sarà qualcosa di meraviglioso, 100 ettari l’area complessiva interessata, la lunghezza del percorso di visita è di 3 km e le altre notizie ve le darò dopo la presentazione, altrimenti che tesi sperimentale è?

Quando si ama non scende mai la notte

settembre 1st, 2008

Guillame Musso è uno scrittore francese ormai famosissimo in tutto il mondo per le sue trame particolari, fantasiose e che offrono innumerevoli spunti di riflessione. Testo molto interessante anche se preferisco “l’uomo che credeva di non avere più tempo”

I protagonisti dell’opera sono Mark e Nicole, giovani affermati e felici. Lei è una violinista di talento e lui uno psicologo, vivono a Brooklyn e hanno una figlia adorabile, Layla.

La famigliola felice subisce un trauma molto doloroso: la scomparsa della figlia, che fa precipitare i due genitori nella disperazione più profonda. Dopo mesi di inutili ricerche Mark se ne va di casa per andare a vivere nei bassifondi della città, ma cinque anni dopo, Nicole riesce a rintracciarlo per comunicargli che Layla è stata miracolosamente ritrovata nello stesso posto in cui era scomparsa.

Mark si precipita a Los Angeles per riportare a casa la sua bambina, a bordo del volo per New York le storie di Mark e Layla si intersecano con quelle di Alyson e Evie, Alyson è tormentata dai sensi di colpa ; Evie invece è annientata da un lutto lacerante. Unite da un unico destino, le loro vite si incontrano inaspettatamente. Il prezzo da pagare per ritrovare la voglia di amare e liberarsi dalle catene di un passato oscuro è molto alto…

Momenti d’estate…

agosto 31st, 2008

Alcuni momenti della mia estate !!!

La strategia dell’orso

agosto 28th, 2008

La forza è nella calma, questo testo è consigliato a tutti quelli che nel lavoro, spendono troppe energie inutilmente… Lothar Seiwert, professore di economia aziendale, è l’esperto più richiesto in Germania in tema di risorse umane. Il suo sito Internet è www.baeren-strategie.de.

Gli orsi aiutano gli altri animali a vivere in maniera rilassata e a non svolgere le loro mansioni in maniera frenetica e stressante. Elenco alcuni dei loro saggi consigli: sfruttare il tempo prezioso (non facendosi abbindolare dai rubatempo), pianificare la giornata, concentrarsi sempre su un compito alla volta, concedersi delle pause (chi non fa altro che lavorare come una bestia, prima o poi sembrerà bestialmente vecchio)…

Il libro termina con un test: che tipo di “animale da lavoro” sono? ;-)

Diario di scuola “Pennac”

agosto 28th, 2008

Libro diveretente ed estremamente stimolante, per tutti quegli alunni che non credono nelle loro capacità e sbagliano…

La scuola è chiaramente la protagonista di questo testo, l’istituzione scolastica è analizzata non come nella maggior parte delle opere dal punto di vista degli insegnanti ma attraverso quello non meno interessante del “somaro”.

Credo che a tutti gli allievi anche ai più bravi, sia capitato almeno una volta di sentire sprofondare le loro certezze e improvvisamente essere attraversati dal vuoto dell’ignoranza, sensazione terribile, di incapacità e buio della mente, non sto esagerando…ad esempio di fronte un compito di matematica o a una domanda di storia si è convinti di non potercela fare, di non sapere e l’autostima inizia velocemente a fare le valigie per andare su porti sicuri.

Purtroppo alcuni studenti che inciampano per caso in questo vuoto si rassegnano e sono convinti di non riuscir a recuperare quel brutto voto, scritto e sottolineato in rosso sul tema di italiano. Anche Pennac è stato un “somaro”, eppure di fronte a tante umiliazioni subite adesso è uno scrittore di alto spessore. Perchè? perchè non si è lasciato influenzare dal giudizio negativo ed estremamente debilitante di alcuni insegnanti! Il rischio dell’”abbandono scolastico” è imminente, a meno di non avere la fortuna di incontrare un insegnante capace di salvarci dalla condizione di ignoranza perpetua.

La redenzione del somaro è avvenuta molte volte nella storia della scuola e avviene ogni qual volta ci si imbatte in quegli strani personaggi che vivono immersi nella loro materia: professori che non sanno e non pretendono di avere dei proseliti, ma che sono così innamorati del loro mestiere da suscitare un istintivo impulso di emulazione. In queste pagine Pennac traccia molti esempi di buoni e cattivi maestri e di asini più o meno redenti attraverso le storie vissute durante la sua attività di insegnante.

Il libro si legge tutto d’un fiato e aiuta a far riflettere attraverso la sperimentazione di nuovi punti di vista, insomma un “ex somaro” alla riscossa, complimenti!!

Maledetti professori (di Ilvo Diamanti)

luglio 29th, 2008

IL “PROFESSORE”, ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all’università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un’immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a “modello” dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E’ almeno da vent’anni che tira un’aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza.
Siamo nell’era del “mito imprenditore” . Dell’uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l’artigiano e il commerciante. L’immobiliarista. E’ “l’Italia che produce”. Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.

Competenze apprese “fuori” da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro. Figure laterali di un sistema – la scuola pubblica – divenuto, a sua volta, laterale. Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli.
Si pensi all’invettiva contro i “professori meridionali” lanciata da Bossi nei giorni scorsi.. Con gli occhi rivolti – anche se non unicamente – alla commissione che ha bocciato “suo figlio” agli esami di maturità. Naturalmente in base a un pregiudizio anti-padano. I più critici e insofferenti nei confronti dei professori sono, peraltro, i genitori che di professione fanno i professori. Pronti a criticare i metodi e la competenza dei loro colleghi, quando si permettono di giudicare negativamente i propri figli. Allora non ci vedono più. Perché loro la scuola e la materia la conoscono. Altro che i professori dei loro figli. Che studino di più, che si preparino meglio. (I professori, naturalmente, non i loro figli).

Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati. Così è sopravvissuto questo sistema, che penalizza – e scoraggia – i docenti preparati, motivati, capaci, appassionati. Peraltro, molti, moltissimi. La maggioranza. In tanti hanno preferito, piuttosto, investire in altre attività professionali, per integrare il reddito. O per ottenere le soddisfazioni che l’insegnamento, ridotto a routine, non è più in grado di offrire. Sono (siamo) diventati una categoria triste.

Negli ultimi tempi, tuttavia, il declino dei professori è divenuto più rapido. Non solo per inerzia, ma per “progetto” – dichiarato, senza infingimenti e senza giri di parole. Basta valutare le risorse destinate alla scuola e ai docenti dalle finanziarie. Basta ascoltare gli echi dei programmi di governo. Che prevedono riduzioni consistenti (di personale, ma anche di reddito): alle medie, alle superiori, all’università. Meno insegnanti, quindi. Mentre i fondi pubblici destinati alla ricerca e all’insegnamento calano di continuo. Dovrebbe subentrare il privato. Che, però, in generale se ne guarda bene. Ad eccezione delle Fondazioni bancarie. Che tanto private non sono. D’altra parte, chissenefrega. I professori, come tutti gli statali, sono una banda di fannulloni. O almeno: una categoria da tenere sotto controllo, perché spesso disamorati e impreparati. Maledetti professori. Soprattutto del Sud. Soprattutto della scuola pubblica. E – si sa – gran parte dei professori sono statali e meridionali.

Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente. Partecipi e protagonisti di questa società (in)civile. Ordinata, integrata, ispirata da buoni principi e tolleranza reciproca. Per non parlare del ceto politico. Pronto a supplire alle inadempienze e ai limiti della scuola. Guardate la nuova ministra: appena arrivata, ha già deciso di attribuire un ruolo determinante al voto in condotta. Con successo di pubblico e di critica.

Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno – o quasi – ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell’informazione critica: le veline. Una società in cui conti – anzi: esisti – solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare “opinionista” anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una “pupa ignorante”, un tronista o un “amico” palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende – per professione – di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza “studenti”. Perché dovrebbe aver bisogno di docenti?

Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.

La Repubblica
(25 luglio 2008)

Purtroppo condivido quasi completamente l’articolo, anche se sono più ottimista di chi l’ ha scritto, dipende da noi anche se in parte cambiare le cose, salvare il salvabile…o la faccia. Inquetante ma realistico, è inutile continuare a frignare però se nessuno reagisce a tutto questo, sono sempre del parere che l’unione fa la forza, ma anche i sindacati, da che parte stanno? Troppa confusione, per questo è indispensabile rimanere aggiornati, non per “riempirci la bocca con la laurea” ma per avere strumenti che aiutano a sopravvivere, l’ignoranza non può continuare all’infinito… ;-)