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	<title>Didattica libera &#187; Recensioni mostre</title>
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	<description>Tutto sulla didattica</description>
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		<title>Fabrizio de André: la mostra</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 11:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[

Bella e colma di testimonianze del poeta genovese la mostra che, iniziata nel magnifico contesto dell&#8217;Ara Pacis il 24 Febbraio, avrà termine il 30 Maggio 2010.
A dieci anni dalla sua scomparsa il cantautore è più vivo che mai; nella mostra viene tracciato l&#8217;intero percorso della sua vita: dai numerosi contributi in video degli amici e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<p><a href="http://www.didatticalibera.com/wp-content/uploads/2010/02/DeAndreFoto_low-1f090.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-267" title="DeAndreFoto_low-1f090" src="http://www.didatticalibera.com/wp-content/uploads/2010/02/DeAndreFoto_low-1f090-150x147.jpg" alt="" width="150" height="147" /></a></p>
<p>Bella e colma di testimonianze del poeta genovese la mostra che, iniziata nel magnifico contesto dell&#8217;Ara Pacis il 24 Febbraio, avrà termine il 30 Maggio 2010.<br />
A dieci anni dalla sua scomparsa il cantautore è più vivo che mai; nella mostra viene tracciato l&#8217;intero percorso della sua vita: dai numerosi contributi in video degli amici e collaboratori alle testimonianze di Dori e di Cristiano.<br />
Ricordi materiali, manoscritti, annotazioni scritte sui libri, dischi, locandine e strumenti musicali; voce viva di un passato che fa divenire Fabrzio immortale.<br />
Le sue canzoni e i suoi versi, intrisi di rabbia con semplice genialità, risvegliano la coscienza di tutti e col trascorrere del tempo rimarranno sempre attuali.</p>
<p>Un poeta contemporaneo che esprimeva il suo pensiero con un italiano limpido e corretto; senza giri di parole esponeva una lucida denuncia della società in chiave satirica. Tutto questo sempre e comunque caratterizzato da una forte umiltà: se sapeva parlava altrimenti stava zitto; un filmato di quattro ore arricchisce e completa la mostra. Fabrizio non era quasi mai al centro dell&#8217;attenzione, non compariva in televisione, ha sempre seguito la sua strada, il suo sentire, libero sempre, fuori dagli schemi; chi possiede queste qualità non ha bisogno di pubblicità alcuna, emerge e basta; l&#8217;ho sempre detto: &#8220;chi parla non sa ma chi sa fa&#8221;!</p>
<p>Chiudo con una sua citazione e consiglio a tutti di andare a vedere questa mostra!</p>
<p><em>&#8220;Non chiedete a uno scrittore di canzoni</em></p>
<p><em>che cosa ha pensato, che cosa ha sentito prima dell&#8217;opera:</em></p>
<p><em>è proprio per non volervelo dire</em></p>
<p><em>che si è messo a scrivere.</em></p>
<p><em>La risposta  è nell&#8217;opera.&#8221;</em></p>
<p><em> Fabrizio de André<br />
</em></p>
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		<title>Jean-Michel Basquiat</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 16:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2 ottobre al 1 febbraio a Palazzo Ruspoli saranno esposti 40 capolavori dell&#8217;artista statunitense che è stato uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano, riuscendo a portare, insieme a Keith Haring questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte.
&#8220;Fantasmi da scacciare” è il titolo della mostra, il curatore Olivier Berggruen ha spiegato che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.didatticalibera.com/wp-content/uploads/2008/10/basquiat.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-216" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="basquiat" src="http://www.didatticalibera.com/wp-content/uploads/2008/10/basquiat-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dal 2 ottobre al 1 febbraio a Palazzo Ruspoli saranno esposti 40 capolavori dell&#8217;artista statunitense che è stato uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano, riuscendo a portare, insieme a Keith Haring questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte.</p>
<p>&#8220;Fantasmi da scacciare” è il titolo della mostra, il curatore Olivier Berggruen ha spiegato che nel tempo l’artista ha sviluppato “una visione della personalità umana come qualcosa di fratturato” frutto dell’alienazione “vissuta da un nero nella società razzista che più tardi lo avrebbe accolto con la stessa rapidità con cui lo avrebbe respinto qualche anno dopo, quando la dipendenza dalla droga lo fece diventare persona non gradita tra la maggior parte dei galleristi e dei collezionisti”.</p>
<p>Morì a New York nel 1988 a soli 27 anni per un’overdose di eroina ma oggi è tra i protagonisti più quotati dell’arte contemporanea.</p>
<table style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; width: auto; margin-bottom: 0.5em; font-size: 95%; color: #000000; text-align: left;" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td style="padding: 0pt 1.2em 0pt 0pt;"><span style="font-style: normal; font-size: 125%;"><strong>«</strong></span> Io non penso all&#8217;arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita <span style="font-size: 125%;"><strong>»</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td style="padding: 0pt 1.2em;"> </td>
<td style="padding: 0pt 1.2em 0pt 0pt;">
<div style="font-style: normal;">(<small>Jean-Michel Basquiat</small>)</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; width: auto; margin-bottom: 0.5em; font-size: 95%; color: #000000; text-align: left;" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td style="padding: 0pt 1.2em; vertical-align: top;"> </td>
<td style="padding: 0pt 1.2em 0pt 0pt;"><span style="font-style: normal; font-size: 125%;"><strong>«</strong></span> Non ascolto ciò che dicono i critici d&#8217;arte. Non conosco nessuno che ha bisogno di un critico per capire cos&#8217;è l&#8217;arte <span style="font-size: 125%;"><strong>»</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td style="padding: 0pt 1.2em;"> </td>
<td style="padding: 0pt 1.2em 0pt 0pt;">
<div style="font-style: normal;">(<small>Jean-Michel Basquiat</small>)</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Sicuramente leggendo la biografia dell&#8217;artista tutti gli allievi non vedranno l&#8217;ora di vedere i graffiti del grande genio!!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Maledetti professori (di Ilvo Diamanti)</title>
		<link>http://www.didatticalibera.com/2008/07/29/maledetti-professori-di-ilvo-diamanti/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 08:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni mostre]]></category>

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IL &#8220;PROFESSORE&#8221;, ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all&#8217;università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><strong><!-- fine TITOLO --></strong></span></p>
<p><!-- inizio TESTO -->IL &#8220;PROFESSORE&#8221;, ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all&#8217;università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un&#8217;immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a &#8220;modello&#8221; dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E&#8217; almeno da vent&#8217;anni che tira un&#8217;aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza.<br />
Siamo nell&#8217;era del &#8220;mito imprenditore&#8221; . Dell&#8217;uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l&#8217;artigiano e il commerciante. L&#8217;immobiliarista. E&#8217; &#8220;l&#8217;Italia che produce&#8221;. Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.</p>
<p>Competenze apprese &#8220;fuori&#8221; da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro. Figure laterali di un sistema &#8211; la scuola pubblica &#8211; divenuto, a sua volta, laterale. Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli.<br />
Si pensi all&#8217;invettiva contro i &#8220;professori meridionali&#8221; lanciata da Bossi nei giorni scorsi.. Con gli occhi rivolti &#8211; anche se non unicamente &#8211; alla commissione che ha bocciato &#8220;suo figlio&#8221; agli esami di maturità. Naturalmente in base a un pregiudizio anti-padano. I più critici e insofferenti nei confronti dei professori sono, peraltro, i genitori che di professione fanno i professori. Pronti a criticare i metodi e la competenza dei loro colleghi, quando si permettono di giudicare negativamente i propri figli. Allora non ci vedono più. Perché loro la scuola e la materia la conoscono. Altro che i professori dei loro figli. Che studino di più, che si preparino meglio. (I professori, naturalmente, non i loro figli).</p>
<p>Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati. Così è sopravvissuto questo sistema, che penalizza &#8211; e scoraggia &#8211; i docenti preparati, motivati, capaci, appassionati. Peraltro, molti, moltissimi. La maggioranza. In tanti hanno preferito, piuttosto, investire in altre attività professionali, per integrare il reddito. O per ottenere le soddisfazioni che l&#8217;insegnamento, ridotto a routine, non è più in grado di offrire. Sono (siamo) diventati una categoria triste.</p>
<p>Negli ultimi tempi, tuttavia, il declino dei professori è divenuto più rapido. Non solo per inerzia, ma per &#8220;progetto&#8221; &#8211; dichiarato, senza infingimenti e senza giri di parole. Basta valutare le risorse destinate alla scuola e ai docenti dalle finanziarie. Basta ascoltare gli echi dei programmi di governo. Che prevedono riduzioni consistenti (di personale, ma anche di reddito): alle medie, alle superiori, all&#8217;università. Meno insegnanti, quindi. Mentre i fondi pubblici destinati alla ricerca e all&#8217;insegnamento calano di continuo. Dovrebbe subentrare il privato. Che, però, in generale se ne guarda bene. Ad eccezione delle Fondazioni bancarie. Che tanto private non sono. D&#8217;altra parte, chissenefrega. I professori, come tutti gli statali, sono una banda di fannulloni. O almeno: una categoria da tenere sotto controllo, perché spesso disamorati e impreparati. Maledetti professori. Soprattutto del Sud. Soprattutto della scuola pubblica. E &#8211; si sa &#8211; gran parte dei professori sono statali e meridionali.</p>
<p>Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente. Partecipi e protagonisti di questa società (in)civile. Ordinata, integrata, ispirata da buoni principi e tolleranza reciproca. Per non parlare del ceto politico. Pronto a supplire alle inadempienze e ai limiti della scuola. Guardate la nuova ministra: appena arrivata, ha già deciso di attribuire un ruolo determinante al voto in condotta. Con successo di pubblico e di critica.</p>
<p>Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno &#8211; o quasi &#8211; ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell&#8217;informazione critica: le veline. Una società in cui conti &#8211; anzi: esisti &#8211; solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare &#8220;opinionista&#8221; anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una &#8220;pupa ignorante&#8221;, un tronista o un &#8220;amico&#8221; palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende &#8211; per professione &#8211; di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza &#8220;studenti&#8221;. Perché dovrebbe aver bisogno di docenti?</p>
<p>Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.</p>
<p><!-- fine TESTO -->La Repubblica<br />
(<em><!-- inizio DATA -->25 luglio 2008<!-- fine DATA --></em>)</p>
<p>Purtroppo condivido quasi completamente l&#8217;articolo, anche se sono più ottimista di chi l&#8217; ha scritto, dipende da noi anche se in parte cambiare le cose, salvare il salvabile&#8230;o la faccia. Inquetante ma realistico, è inutile continuare a frignare  però se nessuno reagisce a tutto questo, sono sempre del parere che l&#8217;unione fa la forza, ma anche i sindacati, da che parte stanno? Troppa confusione, per questo è indispensabile rimanere aggiornati, non per &#8220;riempirci la bocca con la laurea&#8221; ma per avere strumenti che aiutano a sopravvivere,  l&#8217;ignoranza non può continuare all&#8217;infinito&#8230; <img src='http://www.didatticalibera.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Paul Gauguin, artista di mito e sogno</title>
		<link>http://www.didatticalibera.com/2007/10/14/paul-gauguin-artista-di-mito-e-sogno/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 17:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi sono andata al Complesso del Vittoriano a vedere la mostra: &#8220;Paul Gauguin, artista di mito e sogno&#8221;. E&#8217; stata ricostruita l&#8217;intera vicenda artistica e umana del celebre pittore francese attraverso 150 opere , tra dipinti, sculture, ceramiche e opere su carta come ad esempio alcune lettere inviate a Pissarro.
I dipinti che mi hanno maggiormente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.didatticalibera.com/wp-content/uploads/2007/10/gauguin.jpg" rel="lightbox[pics56]" title="thaitiane"><img src="http://www.didatticalibera.com/wp-content/uploads/2007/10/gauguin.jpg" title="thaitiane" alt="thaitiane" class="imageframe imgalignleft" align="left" height="199" hspace="5" width="150" /></a>Oggi sono andata al Complesso del Vittoriano a vedere la mostra: &#8220;Paul Gauguin, artista di mito e sogno&#8221;. E&#8217; stata ricostruita l&#8217;intera vicenda artistica e umana del celebre pittore francese attraverso 150 opere , tra dipinti, sculture, ceramiche e opere su carta come ad esempio alcune lettere inviate a Pissarro.</p>
<p>I dipinti che mi hanno maggiormente colpito sono quelli folklorici ed esotici, Gauguin infatti ad un certo punto della sua vita e dopo l&#8217;esperienza di &#8220;Pont-Aven&#8221; ricerca un ambiente sereno, l&#8217;ideale rifugio artistico che aveva sempre sognato lo trova nelle lontane colonie francesi dei mari del Sud. Per lui il sogno di approdare a Tahiti diviene realtà, anche se rimane profondamente deluso&#8230;</p>
<p>&#8220;Tre donne tahitiane su sfondo giallo&#8221; e &#8220;Il mese di Maria(Te Avae No Maria) entrambe del 1899, sono i dipinti che hanno destato in me più entusiasmo, sia per l&#8217;abbinamento dei colori che per la vivacità della vegetazione sullo sfondo, anche se tutto si assomiglia, sia le figure che sembrano tutte uguali, sia gli alberi&#8230; L&#8217;atmosfera dei suoi dipinti è prevalentemente velata da una religiosa sacralità, possiamo notarlo infatti nell&#8217;atteggiamento di raccoglimento interiore delle donne, simile a quello della preghiera&#8230;</p>
<p>Mancavano all&#8217;appello due opere famose, una si trova al Museo d&#8217;Orsay di Parigi, &#8220;Donne di Thaiti e l&#8217;altra all&#8217;Ermitage di San Pietroburgo, &#8220;La fonte delle delizie&#8221;; peccato&#8230; 150 opere e non ci sono le più belle&#8230;</p>
<p>Insomma una recensione abbastanza critica rispetto alle precedenti, sarà anche per il prezzo dei biglietti che è arrivato a 10 €, un po&#8217; esagerato visto che bisognerebbe incentivare la cultura e non tornare al medioevo, quando quest&#8217;ultima era rivolta ad un pubblico ristretto&#8230;</p>
<p>Alla prossima recensione, spero meno critica <img src='http://www.didatticalibera.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Mostra di Andy Warhol</title>
		<link>http://www.didatticalibera.com/2007/02/24/mostra-di-andy-warhol/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Feb 2007 18:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un paio di mesi fa al Chiostro del Bramante è stata allestita una mostra dedicata a  Andy Warhol, il più celebre rappresentante della &#8220;Pop Art&#8221; americana. Pur non essendo il mio artista preferito la mostra, dal titolo: &#8220;Pentiti e non peccare più&#8221;, ha sicuramente un grande impatto visivo.
Se di Warhol ricordate solo la serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di mesi fa al Chiostro del Bramante è stata allestita una mostra dedicata a  Andy Warhol, il più celebre rappresentante della &#8220;Pop Art&#8221; americana. Pur non essendo il mio artista preferito la mostra, dal titolo: &#8220;Pentiti e non peccare più&#8221;, ha sicuramente un grande impatto visivo.</p>
<p>Se di Warhol ricordate solo la serie delle Marilyn Monroe, riprodotte con una molteplicità di colori, date un&#8217;occhiata alla <a href="http://www.didatticalibera.com/wp-content/uploads/2007/02/fino-a-gennaio-2007-al-chiostro-del-bramante-si-terra-la-mostra-di-andy-warhol.pdf" title="recensione">recensione</a> che ho pubblicato su <a href="http://www.romacastelli.it/vivavoce/articoli.php?id_articolo=62">Viv@voce</a>.</p>
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		<title>Opere d’arte dal Guggenheim: il grande collezionismo da Renoir a Warhol</title>
		<link>http://www.didatticalibera.com/2007/02/24/opere-d%e2%80%99arte-dal-guggenheim-il-grande-collezionismo-da-renoir-a-warhol/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Feb 2007 16:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente anche a Roma abbiamo potuto ammirare gli stupendi capolavori dell&#8217;arte contemporanea, che per un po&#8217; di tempo hanno lasciato il museo &#8220;Guggenheim&#8221; di New York per arrivare alle &#8220;Scuderie del Quirinale&#8221; della capitale. Leggi l&#8217;articolo su Viv@voce.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente anche a Roma abbiamo potuto ammirare gli stupendi capolavori dell&#8217;arte contemporanea, che per un po&#8217; di tempo hanno lasciato il museo &#8220;Guggenheim&#8221; di New York per arrivare alle &#8220;Scuderie del Quirinale&#8221; della capitale. Leggi l&#8217;articolo su <a href="http://www.romacastelli.it/vivavoce/articoli.php?id_articolo=223">Viv@voce</a>.</p>
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		<title>Picasso arriva a Roma</title>
		<link>http://www.didatticalibera.com/2007/02/23/picasso-arriva-a-roma/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Feb 2007 18:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra gli articoli più vecchi ho ripescato questo sulla mostra di Picasso. Leggi l&#8217;articolo su Viv@voce.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli articoli più vecchi ho ripescato questo sulla mostra di Picasso. Leggi l&#8217;articolo su <a href="http://www.romacastelli.it/vivavoce/articoli.php?id_articolo=257">Viv@voce.</a></p>
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