Incontro con Aldo Onorati

Biografia dell’autore

Aldo Onorati  nasce ad Albano Laziale nel 1939. Da studente ribelle passa giovanissimo all’insegnamento nelle scuole elementari nella provincia sud di Roma, per poi diventare professore di latino e italiano nelle scuole superiori. Da sempre nel mondo dell’editoria, vanta come maestro il grande editore Armando Armando. Tra le sue amicizie illustri Domenico Rea, Pierpaolo Pasolini, Roberto Rossellini. Aldo Onorati è tradotto in varie lingue, fra cui francese, russo, esperanto. E’ giornalista di testate nazionali e membro di giurie di premi internazionali quali il “Città di Penne-Mosca”;è autore di saggi critici, sillogi poetiche e romanzi celebri. Tra le sue maggiori opere ricordiano “Lettera al padre”, “Nel frammento la vita” e “La sagra degli ominidi”.
Cultore di Dante, ha dato vita ad un ambizioso progetto di “Lectura Dantis ” in varie parti d’Italia.

Considerazioni sull’incontro…

Una persona di altri tempi, completamente incontaminata e legata ai valori più veri e sani della vita. L’autore dei Castelli Romani è venuto a trovarci a scuola: un incontro emozionante, ricco e divertente; gli allievi delle classi terze hanno ricevuto un bellissimo libro, “lettera al Padre”. Prossimamente Aldo tornerà  presso il teatro di P.zza San Paolo e i ragazzi  avranno modo di interagire attivamente con lo scrittore dando vita ad un dibattito  sul testo cui gentilmente l’autore si presterà.

Recensione del libro “Lettera al Padre”

Ispirandosi alla ben nota opera omonima del grande autore praghese Franz Kafka, un maturo Aldo Onorati si rivolge all’ormai settantenne padre. Le sue parole nei confronti del genitore sono di sincera gratitudine e ringraziamento per esser riuscito a trasmettere al figlio valori fondamentali dell’esistenza umana, quali la fiducia nel prossimo, l’amore per la vita e per la società umana intiera. Nonostante da un punto di vista prettamente borghese, e quindi del capitale,  il comportamento del padre possa risultare in alcuni frangenti a dir poco impulsivo (alcune azioni esporranno la famiglia a perdite economiche di una certa portata), esso trasmette un più alto senso della dignità uamane dell’amore per il prossimo. Valori, questi, che al giorno d’oggi non solo sono privi di importanza ma addirittura divengono sempre più spesso motivo di derisione.

Altre considerazioni…

Lettera al Padre è molto acuta e viva ed è un quadro perfetto del travaglio ideologico e morale dell’intero dopoguerra (e soprattutto di questi ultimi anni). E’ scritta con estrema forza e con grande intensità di stile.

Giorgio Bàrberi Squarotti

La figura del padre acquista qui dimensioni più vere e positive, per divenire simbolo di un’umanità paziente e sapiente, decorosa e dignitosa, di saggia e “civile” sobrietà, di dedizione totale.

Franco Di Carlo (da “Italianistica”)

La lettera di Aldo Onorati non è irta di riflessioni sociologiche e morali; tutt’altro; è un continuo appassionato incontro, fatto di ricordi, suggestioni, spunti emotivi che arrivano dentro: perchè lo stile è forbito, di scrittore pulito e chiaro, nelle parole come nei concetti…

Rodolfo Doni (da “Il Tempo”)

In questa lettera (che può tranquillamente essere collocata accanto ai colloqui con il padre di un Cardarelli e di uno Sbarbaro), Onorati non si lascia mai intimorire dal comodo conformismo…

Francesco Grisi (da “Il Borghese”)

Onorati si conferma autore assolutamente libero da mode, da conformismi. Chissà come lo scorticheranno gli egualitaristi, i permissivisti, i femministi che infestano i mass-media…

Federico Orlando (da “Il Giornale Nuovo”)



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