Perle ai porci

3864-19975_gianmarco-perboni-peOttimo libro di Gianmarco Perboni, un insegnante che lavora nella scuola pubblica italiana da quasi vent’anni. Dopo un estenuante precariato come docente di tedesco e inglese, attualmente ha una cattedra di ruolo di lingua inglese in una scuola secondaria di provincia.

Mentre leggevo le prime pagine ho pensato che il professor Perboni  fosse un po’ troppo cinico e severo, privo di pazienza e con poca umiltà; volevo mandargli una mail e suggerirgli un altro lavoro…
Poi mi sono resa conto che il mio giudizio era troppo affrettato e dovevo leggere il testo in chiave ironica e satirica.

Il professor Perboni racconta un intero anno scolastico a partire da settembre e realizza un’accurata descrizione dell’apparato scolastico, dagli alunni fino ad arrivare al corpo docente, con tutte le sue realistiche sfumature.

Secondo lo scrittore gli studenti italiani di oggi fanno parte di una generazione scoraggiante, irrecuperabile e bovinamente supina. Ragazzi che hanno come unica aspirazione quella di partecipare ad Amici, adolescenti viziati da genitori disposti a coprire i loro figli e a procurare certificati medici fasulli e pronti a denunciare l’insegnante al primo brutto voto (non importa se meritato). Fino a vent’anni fa quando uno studente tornava a casa con un bel “due” prendeva un sonoro ceffone dai genitori; adesso è l’insegnate a rischiare una sberla!

Allievi ormai resi incontrollati da docenti sempre più confusi e demotivati da uno stipendio ridicolo e da incombenze burocratiche assurde e contraddittorie. Ma Perboni non teme nulla, va dritto per la sua strada con guardo disincantato e realistico; per sopravvivere mette in atto la sua strategia, il suo personale metodo da carogna…

Il libro è veramente divertente, va letto tutto d’un fiato, avvilisce e diverte contemporaneamente perchè, raccontando di interrogazioni da purga staliniana, inquietanti consigli docenti e surreali colloqui con i genitori, mostra un quadro veritiero che dovrebbe farci piangere ma che diventa irresistibilmente comico.

Buona lettura!!!

Nonostante gli sforzi di Perboni, i suoi allievi hanno tradotto così lo slogan Life is now : Vivere è avanti”, “Ti amerò sempre”, “Non è vita”, “Vivere o morire! e “Viva la neve”.

Fra i quindicenni di tutti i Paesi Ocse, gli italiani sono al quartultimo posto per le conoscenze in matematica e al sestultimo per le capacità di lettura (dati 2009).


19 Responses to “Perle ai porci”

  1. Fabrizio Says:

    Chi vive a stretto contatto con i ragazzi nota sicuramente prima degli altri la trasformazione dei costumi e le anomalie che la nostra società produce.

    Più che la maleducazione o la mancanza di ideali dei giovani, quello che mi colpisce è l’atteggiamento dei genitori.

    La sfrontata difesa dei figli che si contrappone a tutte le istituzioni che cercano di educarli e che rifiuta qualunque forma di rimprovero o di punizione, secondo me, uccide lo sviluppo personale dei loro ragazzi, ma d’altra parte per poter percepire questo problema bisognerebbe smettere di guardare televisioni da 50 pollici che trasmettono programmi spazzatura e cominciare ad usare il cervello…

    Per portare però una nota positiva nel discorso, vedo anche che nel mondo di Internet e dei social network, ci sono ancora un buon numero di persone che invece il cervello ce l’hanno, anzi a fare proprio due conti non sono tante di meno degli altri, speriamo che diventino appena un po’ di più, in modo da poter influenzare in modo positivo, con il loro peso, lo sviluppo e la politica della nostra società.

  2. Pasquale Says:

    L’argomento scotta. E come è cosuetudine, si tende a confondere la causa con l’effetto. Ci lamentiamo dei ragazzi, come se fossero alieni provenienti da altri mondi e non come la logica conseguenza di un modo di intendere la vita scelto dalla generazione dei quarantenni che rappresenta la leadership di questo paese, sempre più brutto e invivibile.
    Ci riempiamo la bocca dicendo che questa generazione non ha più valori. E quali sono i valori che dovrebbe avere?
    Lo studio? Perchè si dovrebbe studiare, se nella vita fanno strada solo ruffiani e raccomandati? Il merito, la competenza, lo spirito di sacrificio sono ormai concetti lontani dalla vita reale di tutti i giorni. Chiedete al nostro collega in lista di attesa al San Giovanni da quanto tempo sta aspettando la telefonata dell’ospedale! Anche per una anaisi del sangue serve ormai la raccomandazione.
    La famiglia? Che cosa è l famiglia? Esiste ancora? Famiglie allargate, madri fidanzate con ragazzi coetanei dei loro figli, fratelli da parte di madre, padri che si “rifanno” vite con immigrate disperate, donne cinquantenni vestite da quindicenni che parlano come dodicenni, nonni che fanno i genitori e genitori che fanno i fratelli e figli che non sanno quello che fare.
    La scuola? Insegnanti che odiano il lavoro che fanno e lo fanno male, anzi, peggio. e aspettano solo la fine del mese per incazzarsi e disamorarsi ancora di più di fronte a stipendi indegni e umilianti.
    L’Amore? Che roba è? Ai miei tempi si faceva l’amore, oggi si fa sesso! Non riesco a capire la differenza, perchè io ho sempre fatto l’amore e non so che significa fare sesso. Ma, ad occhio, non dovrebbe essere un gran che, visto che ci si stufa presto e che le statistiche dicono che superati i quarant’anni non si fa ne’ l’amore ne il sesso. E poi, ai miei tempi l’amore era legato alla procreazione, a fare i figli.Era una cosa bella e imortante Oggi si è disgiunta la sessualità dalla procreazione e allora, se il sesso è una sorta di ginnastica, perchè non farla uomini con uomini, donne con donne, uomini con cani, donne con gatti, elefanti con criceti? E poi, uomini che diventano donne, donne che diventano uomini. Così, alla fine, non hai ben capito se sotto le coperte ti ritrovi Maria, Maria ex Mario, Mario che vorrebbe diventare Maria e che ancora non ha trovato i soldi per l’operazione ( e in questo caso sono problemi seri ).
    La Patria? Che concetto superato e arcaico! Che segno di arretratezza culturale e mentale parlare di Patria! Nell’Europa dei mercanti, del PIL, della Champions League la patria è un concetto ormai superato! E allora andatelo a spiegarlo a Cesare Battisti ( non il terrorista emigrato in brasile ), a Enrico Toti, ai martiri delle foibe.
    La Religione? Quale? Quella che ci fa discutere su giornali, televisione, riviste, al bar, in treno sulla opportunità o meno di tenere o togliere il crocifisso dalle aule scolastiche? Non sarebbe meglio cercare invece di essere tutti più buoni, di avere rispetto dell’altro, di cercare di assomigliare di più all’Uomo della Croce e cercare di tenerlo dentro di noi e non solo sulla parete di una stanza?
    La Politica? Non scherziamo, per favore. Mai come oggi si vive nella confusione. Una volta c’erano i fascisti a destra, i democristiani al centro e i comunisti a sinistra. Oggi c’è il centrodestra, il centro sinistra, c’è Di Pietro che è di destra e va a sinistra, Rosy Bindi che è di centro e va a sinistra, Berlusconi che era un socialista quando c’era Craxi e adesso è a destra, Fini che era a destra e che adesso va dove soffia il vento dell’avvenire, Casini che fa onore al suo cognome e una volta va a destra e l’altra sta a sinistra e ogni tanto rimane al centro, Prodi che ha fatto la cosa migliore cambiando mestiere etc. etc.
    La giustizia? Pregate Iddio i non capitare tra le maglie della giustizia, soprattutto se siete innocenti ( perchè se siete dei delinquenti vi va di lusso), perchè vi siete veramente fatti i cazzi vostri!

    E in questo festival del casino, abbiamo il coraggio di prendercela con i ragazzi perchè non hanno valori? Speriamo che abbiano almeno il coraggio di fare la rivoluzione ( quella non violenta ovviamente ), perchè, quando si renderanno conto del disastro che abbiamo combinato e in che situazione li abbiamo messi, saranno guai per tutti. E allora spero proprio di non esserci più ……

  3. simona Says:

    Caro Pasquale,
    concordando in pieno con gli argomenti da te sviluppati di critica alla nostra società (pur dovendo doverosamente notare che essi non rappresentano affatto una novità bensì sono aspetti oramai radicati del nostro quotidiano vivere) mi sento comunque di prendere le distanze dal tuo discorso; il motivo di questo mio dissociarmi risiede nel fatto che tu metti in atto una disgiunzione tra i problemi della società attuale ed i ragazzi che oggi la animano, senza pensare al fatto che proprio essi formeranno una nuova società tra 20 o 30 anni.

    E questa nuova società futura cui essi daranno vita sarà fondata proprio sui valori da loro appresi e condivisi in gioventù. Sono loro che formeranno la nuova classe politica, quella operaia, giudici, medici, infermieri e spazzini!
    Poiché trovo utopistico pensare di poter mutare la società attuale, credo sia più realistico concentrare i nostri sforzi di miglioramento su di loro!

    Come tutti sappiamo, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ciò che noi argutamente dovremmo fare non è continuare a rasare il pelo del lupo, ma intervenire a monte, iniziare a far nascere un altro tipo di animale…che ne so ad esempio un agnellino :)

  4. arturo Says:

    è proprio vera sana e saggia la frase: diffidate dai falsi profeti , giudicateli dai fatti e non dalle parole. Purtroppo i fatti disegnano chiaramente che questi buoni maestri dall’anima bella , proiettati sul futuro dei loro allievi , in realtà cospargono il presente di malefatte , insegnano più o meno consapevolmente che l’ambizione è il bene supremo e l’individualismo è la strategia vincente. Conforta il fatto che presto o tardi saranno svelati e allora sarà dura indossare kefiah, circondarsi di icone “guevariste” e guardare negli occhi coloro che veramente credono in certe belle parole. auguri a tutti, di buon cuore (di vitello grasso se ne può mangiare uno solo!)

  5. Pasquale Says:

    Carissima Simona,
    vedo con piacere che pur non condividendo il mio appoggio, giungi ai miei stessi risultati finali. Forse dipende dal fatto che io ho scritto la mia nota prima di addormentarmi (avevo un figlio in libera uscita da aspettare) e tu la tua risposta appena alzata.
    Condivido in pieno il tuo approccio zoologico. Un gregge di agnelli può convivere pacificamente, mentre un branco di lupi alla fine riesce solo a sbranarsi a vicenda. Fare il lupo alla fine non conviene … neanche ai lupi! Il problema è che nel casino di cui alla nota precedente, tutti dicono ai nostri ragazzi che il modello da seguire è quello del lupo. Dopo aver creato il problema, si riesce a suggerire e indicare perfino la peggiore delle soluzioni sbagliate!
    Accettare, condividere, perdonare, amare, soffrire, donare sono verbi ormai desueti in una società sempre più aggressiva, individualista e relativista. Sono verbi coraggiosi predicati da Colui che ha come simbolo proprio quello dell^agnello!
    Forse alla fine la soluzione sta proprio nel paradosso che sarà la vittima che salverà il carnefice.
    Pare impossibile, ma è già avvenuto un paio di mila anni fa, se non sbaglio. E allora diamoci da fare. Iniziamo la produzione di agnellini. Perchè c’è il disperato bisogno di qualcuno che insegni a belare, con molti fatti … e pochi ululati!

    P.S. ti saluta Brad ( che ho visto emaciato da morire:mi dicono che sono giorni che non mangia. Lunedi portagli un panino, che se no ce lo giochiamo!)

  6. simona Says:

    Caro Arturo,
    benvenuto tra i lettori del mio blog. Convengo con te che indossare la kefiah e esporre le icone del mitico Che non è da tutti e per farlo è necessaria coerenza di vita e linearità di pensiero. Purtroppo hai ragione, attraverso gli anni ho potuto constatare la profonda discrepanza tra chi predica e chi agisce e ora comprendo pienamente una celebre frase di Karl Marx : ” Io non sono Marxista!”. Come biasimare il compianto Karl se i suoi adepti altro non sono che omuncoli borghesi infarciti di tante belle parole ma pronti a balzare alla gola del proprio fratello appena viene loro gettato un osso.
    Cordiali saluti e… buona dieta a tutti! ;-)

  7. Pasquale Says:

    Carissima Simona,
    che bello poter vedere rivivere il tuo interessatissimo Blog. E per di più condividere una discussione così appassionante a livello educativo. Ritengo la nota di Arturo ( al quale, o alla quale, auguro anch’io un cordiale benvenuto ), molto stimolante e ricca di spunti interessanti.
    Non condivido l’assoluto valore che date per scontato alle icone di una cultura che non mi appartiene e che non condivido. La Kefiah veniva con disinvoltura indossata da un signore che da rivoluzionario convinto ( terrorista e assassino conclamato ) è pian piano diventato un allegro raccoglitore di fondi internazionali con caratteristiche più vicine a quelle di un ricco e grasso borghese che a quelle di un idealista appassionato.
    Purtroppo convengo con voi che lo sport preferito nel nostro paese è quello del trasformismo ad ogni costo: indipendentemente dalle catteristiche metaboliche del vitello consumato, chi si siede a tavola spesso dimentica chi era insieme a lui qualche istante prima. E se facciamo di queste squallide attitudini uno stile di vita, spero proprio che il vitello grasso faccia alzare colesterolo e trigliceridi a tutti i suoi insaziabili consumatori.
    Che bello sarebbe vedere ciascuno di noi che divide la propria pagnotta di pane con il vicino!
    E magari ci si vendesse solo per un bel vitello. Purtroppo, troppe volte il salario dell’incoerenza è un miserabile piatto di lenticchie.
    Questi sono i messaggi che dobbiamo trasmettere ai nostri discenti. Non ha importanza da che parte vengano. L’importante è che vengano! Questa generazione non ha bisogno di maestri. ce ne sono ben troppi e neanche troppo bravi. Ha bisogno di testimoni credibili che sulla propria pelle di mostrino l’assoluta coerenza tra pensieri ed opere e siano disposti a pagare di persona pur di non abdicare alle proprie idee e ai propri convincimenti.
    Ma di questo tipo di persone se ne è, ahimè, perse le tracce….

    Continuiamo a discutere con la stessa simpatica energia. Un abbraccio a tutti e ancore …. complimenti per la trasmissione!!

  8. arturo Says:

    Grazie , buoni Maestri dall’anima bella !!! Vi lascio l’osso !!!

  9. Pasquale Says:

    Perchè, ti sei mangiato già tutto il Vitello?
    E proprio in concomitanza con il vertice della Fao? Che vergogna! Dalle tue parole sembravi un illuminato pensatore e invece sei solo un bieco consumatore di Diger Seltz!
    E allora, seduto sulla riva del fiume, ti aspetterò paziente e, quando finalmente passerai, ti mormorerò, sconsolato: “Te l’avevo detto io … ”
    E pregherò per la tua anima ( sempre ammesso che non te la sia già venduta, come un novello Faust, per l’eterna poltrona ).

  10. Giulia Says:

    Ciao Simo! Vedo che il dibattito è andato a toccare aspri temi etici.
    Mi sorge spontanea una riflessione che rubo al brillante Oscar Wilde, “L’ambizione è l’ultimo rifugio del fallito”.

  11. Pasquale Says:

    Carissima Simona,
    condivido con piacere l’aforisma dell’amica Giulia, anche perchè ritengo che la gerarchia dell’esistenza è strutturata su due soli livelli.
    Il più alto è occupato, per dimensioni e competenze,esclusivamente dal Buon Dio, mentre l’altro è di appannaggio del resto dell’umanità. Quindi, chi spera di elevarsi al di sopra degli altri pecca di smisurata presunzione e dubito fortemente che riesca a raggiungere l’obiettivo.
    Quindi la sana aspirazione di ciascuno ritengo quindi sia quella di convivere nel modo migliore con tutti quelli che alloggiano nel secondo livello, sentendosi pienamente realizzato in un ambito di condivisione e mai di prevaricazione ( che genera, tra l’altro forti dolori epatici, ansie e sindromi persecutorie che molte volte portano ad attività di autodistruzione e rincoglionimento pre senile ).

    Un abbraccio a tutti e un augurio di una dieta povera di proteine animali e ricca di fibre, carboidrati, entusiasmo di vivere, umiltà e coerenza ( fa bene alla salute e i soggetti che l’adottano spesso vivono felici sino alla soglia dei cento anni ).

    Un abbraccio deferente alla Direttrice, Regista, Brava Ragazza, Professoressa, Dottoressa, Dottoressa ( la ripetizione è voluta come omaggio al generoso bagaglio culturale dell’autrice del blog ) Simona Brugnoli.

  12. Pasquale Says:

    Dopo la tempesta delle idee, la quiete della riflessione. Tutto tace. Arturo, ormai zittito e satollo, spolpa gli ultimi rimasugli attaccati alle ossa, prima di lasciarle al loro destino.
    E come Achille piè veloce, vede la propria meta allontanarsi proprio mentre pensava di averla raggiunta.
    Oh tartaruga crudele che nella inesorabile lentezza del tuo avanzare spegni l’ardore dell’eroe di Ilio!
    O colle del bruno metallo, moderno Calvario di chi troppo aveva osato, molto aveva sperato, poco aveva raccolto e nulla aveva conservato!
    Oh moderno marrazzo a cui il destino voltò le spalle beffardo, lasciandolo stante prono e dolorante.
    Cerca la pace, fratello Arturo.
    Abbandono l’odio e il rancore
    e cerca, col lumicino, quel che t’è rimasto dell’Amore.

    ( da “Lettera ad un amico mai nato” di mio cugino Armando )

  13. Vladimir Lenin Says:

    Caro “compagno” Arturo,
    se fossi ancora nel mondo dei vivi, prigioniero della carne e ancora troppo preso dal caos dell’umana natura, certamente verrei a farti il solletico ai piedi nel bel mezzo della notte……(censurato)
    Come osi dichiararti mio allievo,……(censurato), se poi le tue azioni son degne solo d’un boia? Bada…(censurato). Così come un boia uccide uomini (che siano innocenti o colpevoli conta poco innanzi al rispetto per la vita) tu hai commesso un crimine ben più grave: hai ucciso le IDEE degli uomini, ed in particolare le mie. Questo delitto è imperdonabile, giacché il boia uccide solo un corpo (che altro non è se non una umida cella, secondo Baudelaire), ma uccidere un’idea significa distruggere l’emanazione immortale di quel misero corpo. Le tue grandi predicazioni (sunto mal posto e decisamente travisato delle mie idee di libertà e giustizia) sono in antitesi col tuo agire arrivista, irrispettoso, indegno, disumano, vile. Ed è proprio questa contrapposizione fra ciò che dici e ciò che fai, moltiplicata per le non so quante migliaia di persone come te nel mondo, che rappresenta l’ostacolo primo all’affermazione di una società comunista per il genere umano.
    La discrepanza che incarni insinua facilmente il dubbio in coloro che, posti per la prima volta innanzi all’idea comunista, debbano valutarne la validità universale e le finalità sacre cui aspira per l’uomo.
    Dobbiamo salvarci da omuncoli della tua levatura, e sperare che gente come te inizi realmente a pensare (perché il vero pensiero implica l’azione come conseguenza necessaria). C’è anche un’altra possibilità: se proprio non riesci a pensare (lo so che è difficile, specialmente quando non si è dotati dell’organo preposto a quest’uso), almeno smetti di agire!
    Per fortuna pare che ti sia autolimitato: così come il capitalismo è un terribile mostro che finirà per divorare sé stesso, anche tu, nel tuo molto modesto orticello, hai finito per darti la zappa sui piedi. Pretendendo molto più di ciò che per giustizia ti spettava sei oramai un uomo finito, solo. Un essere ormai costretto a lavorare terreni collinari costellati di cristalli di magnetite ed ematite. Mi ricordi molto Adamo e la sua cacciata dall’Eden.

    Ora devo andare caro compagnuccio, il mio tempo qui è scaduto. Ho ottenuto un permesso speciale per scendere dai sacri cieli e scrivere qui sopra (d’altronde non mi poteva essere negato vista la gravità della tua condotta).
    Voglio lasciarti con un pensiero che molto m’ispirò quando, contemplando l’iperuranio eterno, progettavo grandi cose per questo nostro piccolo e triste mondo.

    “L’uomo che pensa deve agire, deve dispiegarsi nel mondo favorendo e rasserenando la vita intorno a sé. Colma di tacita forza, la grande natura abbraccia colui che la intuisce affinché ne evochi lo spirito; l’uomo porta nel cuore la pena e la speranza, e un potente anelito, con radici profonde, lo spinge verso l’alto. Egli può molto, stupenda è la sua parola che trasforma il mondo.”(La morte di Empedocle, II stesura, w. 525-534) (F. Holderlin)
    Addio caro compagno, pregherò dall’alto dei cieli per la tua redenzione.

    P.S.: x Pasquale
    Hai appena messo piede nell’olimpo dei miei eroi personali :)

  14. simona Says:

    Io pubblico tutto perchè siamo in democrazia… La mia era soltanto una semplice recensione ;-)
    Da oggi in poi non pubblicherò più post offensivi… Mi dispiace “lenin” ma ho dovuto tagliare alcune parti del tuo post perchè ritengo che siano troppo dure.
    Un abbraccio a tutti e non vi scannate per così poco!
    :-)

  15. Pasquale Says:

    Carissima Simona,
    noto che la discussione langue, e me ne dispiace. In una società basata sulla libertà e partecipazione ( cito il mitico Giorgio Gaber ), il confronto è sinonimo di vivacità, intelligenza e democrazia.

    Il silenzio, quando non è generato dalla riflessione ( molte volte assolutamente necessaria in soggetti altrimenti troppo agitati ), è sintomo di arrendevolezza supina alle argomentazioni del più forte.

    Ti prego, sollecitaci con altri spunti degni della tua proverbiale intelligenza e arguzia, notevolente amplificate da quando hai abbandonato ( mi auguro per te ) tristi frequentazioni ….

  16. simona Says:

    Caro Pasquale, credo che sia giunto il momento di voltare pagina no?
    Invito tutti ufficialmente alla replica del Notre Dame de Paris! :-)
    A breve la recensione del libro 5 in condotta!
    Buona serata!

  17. Benito Says:

    Italiani e Italiane!
    La vostra corrotta idea democratica porta a chiudere una discussione proprio quando il mio storico avversario Ilic Vladimir aveva avuto il permesso di tornare, grazie al Capo, sulla terra ( anche se per poche righe ).
    Quando anche per Me era scoccata l’ora fatale, chiudete le discussioni.
    Mi adeguo, con quell’ordine e quella disciplina che hanno fatto di Me un raggiante faro nel buio della Storia!
    Chiederò al Capo di darmi il permesso di tornare nelle prossime discussioni.

    A presto!
    Una maschia e vigorosa stretta di mano a tutti i partecipanti al blog della Direttrice Brugnoli, fulgido esempio di donna, di insegnante, di dirigente!
    ( nell’auspicio che si ravveda ideologicamente )

    M.

  18. Pasquale Says:

    Cari Amici,
    sono commosso di essere entrato nell’olimpo degli eroi personali di qualcuno. spero di non montarmi la testa e di mantenere quell’equilibrio che, condito dall’entusiasmo e dalla voglia di vivere, fa in modo che la vita sia una avventura meravigliosa degna di essere vissuta con quel coinvolgimento e quella passione che superano i meschini livelli delle piccole invidie e dei miserabili rancori di tutti i giorni.

    Cara, anzi, Carissima Simona,
    penso che dovresti essere felice dell’interesse che ha suscitato il tuo blog. E poi la colpa è tua se continuiamo ad indugiare su questo argomento che ci ha così appassionato: proponici altri spunti di confronto ( leggo con piacere che è in arrivo un altra illuminata, mi auguro, recensione ) e noi ci ributteremo nella mischia!

    Grazie di esserci.

    Pasquale

  19. Angelica Says:

    C’è spazio? C’è nessuno? O tutto è finito, qui?

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