Maledetti professori (di Ilvo Diamanti)

IL “PROFESSORE”, ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all’università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un’immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a “modello” dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E’ almeno da vent’anni che tira un’aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza.
Siamo nell’era del “mito imprenditore” . Dell’uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l’artigiano e il commerciante. L’immobiliarista. E’ “l’Italia che produce”. Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.

Competenze apprese “fuori” da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro. Figure laterali di un sistema – la scuola pubblica – divenuto, a sua volta, laterale. Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli.
Si pensi all’invettiva contro i “professori meridionali” lanciata da Bossi nei giorni scorsi.. Con gli occhi rivolti – anche se non unicamente – alla commissione che ha bocciato “suo figlio” agli esami di maturità. Naturalmente in base a un pregiudizio anti-padano. I più critici e insofferenti nei confronti dei professori sono, peraltro, i genitori che di professione fanno i professori. Pronti a criticare i metodi e la competenza dei loro colleghi, quando si permettono di giudicare negativamente i propri figli. Allora non ci vedono più. Perché loro la scuola e la materia la conoscono. Altro che i professori dei loro figli. Che studino di più, che si preparino meglio. (I professori, naturalmente, non i loro figli).

Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati. Così è sopravvissuto questo sistema, che penalizza – e scoraggia – i docenti preparati, motivati, capaci, appassionati. Peraltro, molti, moltissimi. La maggioranza. In tanti hanno preferito, piuttosto, investire in altre attività professionali, per integrare il reddito. O per ottenere le soddisfazioni che l’insegnamento, ridotto a routine, non è più in grado di offrire. Sono (siamo) diventati una categoria triste.

Negli ultimi tempi, tuttavia, il declino dei professori è divenuto più rapido. Non solo per inerzia, ma per “progetto” – dichiarato, senza infingimenti e senza giri di parole. Basta valutare le risorse destinate alla scuola e ai docenti dalle finanziarie. Basta ascoltare gli echi dei programmi di governo. Che prevedono riduzioni consistenti (di personale, ma anche di reddito): alle medie, alle superiori, all’università. Meno insegnanti, quindi. Mentre i fondi pubblici destinati alla ricerca e all’insegnamento calano di continuo. Dovrebbe subentrare il privato. Che, però, in generale se ne guarda bene. Ad eccezione delle Fondazioni bancarie. Che tanto private non sono. D’altra parte, chissenefrega. I professori, come tutti gli statali, sono una banda di fannulloni. O almeno: una categoria da tenere sotto controllo, perché spesso disamorati e impreparati. Maledetti professori. Soprattutto del Sud. Soprattutto della scuola pubblica. E – si sa – gran parte dei professori sono statali e meridionali.

Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente. Partecipi e protagonisti di questa società (in)civile. Ordinata, integrata, ispirata da buoni principi e tolleranza reciproca. Per non parlare del ceto politico. Pronto a supplire alle inadempienze e ai limiti della scuola. Guardate la nuova ministra: appena arrivata, ha già deciso di attribuire un ruolo determinante al voto in condotta. Con successo di pubblico e di critica.

Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno – o quasi – ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell’informazione critica: le veline. Una società in cui conti – anzi: esisti – solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare “opinionista” anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una “pupa ignorante”, un tronista o un “amico” palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende – per professione – di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza “studenti”. Perché dovrebbe aver bisogno di docenti?

Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.

La Repubblica
(25 luglio 2008)

Purtroppo condivido quasi completamente l’articolo, anche se sono più ottimista di chi l’ ha scritto, dipende da noi anche se in parte cambiare le cose, salvare il salvabile…o la faccia. Inquetante ma realistico, è inutile continuare a frignare però se nessuno reagisce a tutto questo, sono sempre del parere che l’unione fa la forza, ma anche i sindacati, da che parte stanno? Troppa confusione, per questo è indispensabile rimanere aggiornati, non per “riempirci la bocca con la laurea” ma per avere strumenti che aiutano a sopravvivere, l’ignoranza non può continuare all’infinito… ;-)

9 Responses to “Maledetti professori (di Ilvo Diamanti)”

  1. Steffef Says:

    Ciao prof.!
    Come vanno le vacanze?
    Se ti va aggiungimi su msn che è na palla comunicare sul blog!!
    huauhauahuauh!!
    Ciao prof. :D

  2. simona Says:

    Ciao Stefano, le vacanze procedono all’insegna della spensieratezza…che bello è?
    Come sai non sono una prof tecnologica, quindi non ho installato msn ma prima o poi…ti auguro di trascorrere una splendida estate, puoi continuare a scrivere sul mio blog nel frattempo, tanto anche quando parto il pc lo porto con me. Ciao Stefano

  3. ebravamonolla Says:

    ti confermo che sei tu l’ispiratrice della vignetta in rosa…in fondo te l’avevo detto che te l’avrei dedicata.
    a proposito… le mie gambe sono a posto (ho ancora qualche cartuccia) e la mia “pompa” è a posto (mi ha un po’ inquietato la tua preoccupazione… anche gratificato in realtà). Mia cara amica e “trainer” sono a sua completa disposizione… quanno voi so’ pronto!
    Te vojo bbene assaje

  4. simona Says:

    Te vojo bene tanto anch’io! Alla prossima avventura amico Jorghen!!!

  5. Riccardo ex3°otim Says:

    Ciao ex Prof, sono riccardo di un ormai vecchio 3°otim, bhe che dire dallo spettacolo non ci sono stati piu contatti però rimanendo affascinato dai senza licenza vorrei proporre qualcosa per un nuovo anno ma sicuramente verrà svalutato visto che il mio pensiero punta in alto….bhe non si metta paura quando le dico il titolo di questo grande e imperiale musical , mi piacerebbe veder realizzato dai senza licenza il musical “THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW” sicuramente verrà scartata cm ipotesi (io non vivo di ottimismo) ma sarebbe impossibile realizzarlo(costi,scenografia ecc ecc) sarebbe anche fantastico …….bha che dire prof magari se ne può parlare…ehhehe a, questo punto la saluto e buona notte visto che sono le 3:57
    p.s mi scusi per tutti gli errori di italiano :-) e della punteggiatura hehehe

  6. simona Says:

    Ciao ex alunno… farò qualche ricerca su internet per vedere che cos’è questo rocky orror picture show, per i senza licenza niente è impossibile, ricordalo bene :-)
    Buone vacanze Riccardo!

  7. simona Says:

    Daniele, tutto bene grazie.
    Per quanto riguarda la replica del Grease, ho pensato di farla verso ottobre o dicembre all’albaradians, dovremmo fare le prove una volta a settimana a partire da settembre, mancano i fondi per l’audio e per le luci ma riuscirò a trovarli. Dovrei sapere, visto che la maggior parte di voi non viene più a scuola, quanti siete e la vostra disponibilità. Ho sentito il manager di Giorgia poi vi racconto… Buone vacanze e inizia a ripassare per il rientro al Vallauri, sono sicura che con molto impegno ce la farai!!

  8. GIANNI Says:

    E BRAVA PROF

  9. simona Says:

    Grazie!!

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