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	<title>Commenti a: La città Puricinella</title>
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	<description>Tutto sulla didattica</description>
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		<title>Di: Cristina II Otim B</title>
		<link>http://www.didatticalibera.com/2007/12/03/la-citta-puricinella/comment-page-1/#comment-128</link>
		<dc:creator>Cristina II Otim B</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 21:32:38 +0000</pubDate>
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		<description>Professoressa noi nn ci vogliamo andare a via Rossini:-(</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Professoressa noi nn ci vogliamo andare a via Rossini:-(</p>
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		<title>Di: Pasquale in lutto!</title>
		<link>http://www.didatticalibera.com/2007/12/03/la-citta-puricinella/comment-page-1/#comment-126</link>
		<dc:creator>Pasquale in lutto!</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 18:45:16 +0000</pubDate>
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		<description>Sentite condoglianze a noi tutti.
Ieri, 8 Gennaio 2008, presso la Sede di San Paolo dell&#039;Agenzia Formativa ALBFOR è venuta a mancare all&#039;affetto dei docenti la cara DESIDERATA STIMA  di anni pochi. Ne danno il triste annuncio il figlio Otim, la sorella Speranza ( ved. Delusa ) e i formatori tutti.
Le esequie saranno celebrate in forma privata nella coscienza personale di ciascuno.
La salma verrà tumulata in Albano Laziale, Via Rossini.
Si ringrazia anticipatamente quanti interverranno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sentite condoglianze a noi tutti.<br />
Ieri, 8 Gennaio 2008, presso la Sede di San Paolo dell&#8217;Agenzia Formativa ALBFOR è venuta a mancare all&#8217;affetto dei docenti la cara DESIDERATA STIMA  di anni pochi. Ne danno il triste annuncio il figlio Otim, la sorella Speranza ( ved. Delusa ) e i formatori tutti.<br />
Le esequie saranno celebrate in forma privata nella coscienza personale di ciascuno.<br />
La salma verrà tumulata in Albano Laziale, Via Rossini.<br />
Si ringrazia anticipatamente quanti interverranno.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Caoticamente, pieces of me &#187; Blog Archive &#187; Pirates episode II</title>
		<link>http://www.didatticalibera.com/2007/12/03/la-citta-puricinella/comment-page-1/#comment-121</link>
		<dc:creator>Caoticamente, pieces of me &#187; Blog Archive &#187; Pirates episode II</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 20:55:50 +0000</pubDate>
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		<description>[...] premiato non penso di essere pessimista. Tra l&#8217;altro vi consiglio di dare una letta all&#8217;articolo di Simona sugli incentivi che ha dato la sua scuola e anche ai commenti che le hanno fatto, tanto [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] premiato non penso di essere pessimista. Tra l&#8217;altro vi consiglio di dare una letta all&#8217;articolo di Simona sugli incentivi che ha dato la sua scuola e anche ai commenti che le hanno fatto, tanto [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Fabrizio</title>
		<link>http://www.didatticalibera.com/2007/12/03/la-citta-puricinella/comment-page-1/#comment-120</link>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 20:38:00 +0000</pubDate>
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		<description>Io non vivo direttamente la realtà dell&#039;insegnamento, l&#039;ho fatto solo per un anno, peraltro nella vostra stessa scuola, ma mi sono sembrati subito evidenti  dei grossi difetti di impostazione della vostra struttura.

La vita non consente molto facilmente scorciatoie e quella di imparare senza faticare credo che sia una delle meno praticabili. Viva i libri di testo, i quaderni  e pure le sospensioni quando servono, perché senza una sana disciplina non si va da nessuna parte (e lo dice uno che ancora oggi odia l&#039;ordine costituito).

Ma credo che uno dei grossi punti di forza della vostra struttura sia invece nella capacità di costruire un legame con ragazzi problematici e difficili, per i quali spesso gli insegnanti sono l&#039;unico punto di riferimento solido. Io non so con quale criterio siano scelti gli incentivi, ma posso immaginarlo. Come imprenditore ho ben presenti le logiche che dettano le decisioni di molte aziende.

Se io fossi un dirigente della vostra scuola però userei un criterio un po&#039; diverso. Cercherei di premiare tutti coloro che sono capaci di creare un clima positivo, di costruire un&#039;opportunità per coloro che nella vita ne hanno avute poche; uno spettacolo teatrale, una partita di calcetto, una mostra, qualunque cosa che insegni loro che si può sognare, perché i sogni e la speranza di un futuro migliore sono il più bel regalo che si può fare a chi si trova in difficoltà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non vivo direttamente la realtà dell&#8217;insegnamento, l&#8217;ho fatto solo per un anno, peraltro nella vostra stessa scuola, ma mi sono sembrati subito evidenti  dei grossi difetti di impostazione della vostra struttura.</p>
<p>La vita non consente molto facilmente scorciatoie e quella di imparare senza faticare credo che sia una delle meno praticabili. Viva i libri di testo, i quaderni  e pure le sospensioni quando servono, perché senza una sana disciplina non si va da nessuna parte (e lo dice uno che ancora oggi odia l&#8217;ordine costituito).</p>
<p>Ma credo che uno dei grossi punti di forza della vostra struttura sia invece nella capacità di costruire un legame con ragazzi problematici e difficili, per i quali spesso gli insegnanti sono l&#8217;unico punto di riferimento solido. Io non so con quale criterio siano scelti gli incentivi, ma posso immaginarlo. Come imprenditore ho ben presenti le logiche che dettano le decisioni di molte aziende.</p>
<p>Se io fossi un dirigente della vostra scuola però userei un criterio un po&#8217; diverso. Cercherei di premiare tutti coloro che sono capaci di creare un clima positivo, di costruire un&#8217;opportunità per coloro che nella vita ne hanno avute poche; uno spettacolo teatrale, una partita di calcetto, una mostra, qualunque cosa che insegni loro che si può sognare, perché i sogni e la speranza di un futuro migliore sono il più bel regalo che si può fare a chi si trova in difficoltà.</p>
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	<item>
		<title>Di: PASQUALE</title>
		<link>http://www.didatticalibera.com/2007/12/03/la-citta-puricinella/comment-page-1/#comment-118</link>
		<dc:creator>PASQUALE</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 20:13:26 +0000</pubDate>
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		<description>Siccome di mestiere insegno matematica, ho avuto la pessima idea di farmi due conti ... e sono caduto in profonda depressione!
Mi si dice che l&#039;Azienda ha deciso di premiare coloro nell&#039;anno formativo 2005/2006 hanno versato il loro sudore ( più o meno metaforico ), con il tanto agognato &quot;incentivo&quot;!
Mi si dice anche che non si tratterà di &quot;buoni pasto&quot;, come nelle passate edizioni, bensì di denaro fresco e frusciante ( posso quindi comprarmi anche un paio di scarpe, oltre a mortadella, pane e pomodori in scatola!).
Mi si dice che per ogni &quot;punto&quot; di valutazione, avrò ben 20€!
Mi si dice che se un lavoratore aveva svolto le proprie funzioni senza un pelino di impegno in più di quello strettamente dovuto, la votazione sarebbe stata di 15 punti.
Mi faccio due conti, riprendo agende e appunti di quella benedetta stagione e mi frego soddisfatto le mani: pochissime assenze, dovute esclusivamente a comprovata malattia, giorni di riposo regalati all&#039;azienda a costo &quot;zero&quot;, organizzato e realizzato un torneo di calcio tra tutte le classi dell&#039;agenzia, portata ( a spese e tempo mie ) una squadra dei nostri baldi ragazzotti a giocare a pallone la Domenica pomeriggio, un progetto &quot;Giornale&quot; che ha visto coinvolti, di Sabato, un gruppo di giovanotti che erano allergici alla scuola dal Lunedì al Venerdì, l&#039;organizzazione di un manipolo di allievi che facevano la gara a chi era più bravo a riparare i computer della scuola, piuttosto che chiamare una costosa assistenza tecnica esterna. Un lavoro eccellente ( pensavo io ), sicuramente valutato nel modo giusto da chi sa riconoscere chi fa le cose con passione e chi invece solo e esclusivamente per portare a casa lo stipendio a fine mese...
Già sognavo vacanze alle Maldive, una macchina nuova e un piccolo lascito ai miei quattro figli che avrebbe assicurato loro la prosecuzione degli studi...
Apro la busta paga con il cuore che mi batte forte forte e con la certezza che in quella busta, oltre al vile denaro, c&#039;è il segno della considerazione che ha per me l&#039;azienda dove lavoro.
E gli occhi mi si velano di lacrime, pensando che qui veramente c&#039;è chi ti stima e ti considera per quello che vali, per l&#039;impegno che hai profuso, per l&#039;energia e l&#039;entusiasmo che hai messo in campo!
Scopro piano piano il lembo della busta... vedo un 2! Mi sento mancare: 2000€! ... continuo a scoprire e vedo un 3: 2300 Euro! ... uno zero! Che bello! Alla faccia di quelli che parlano sempre male della MIA azienda! Che stronzi! Adesso gli spiattello sotto il naso il mio premio produzione e gli dico: &quot;vedi, che se lavori e ti dai da fare, poi c&#039;è chi pensa a te? Chi ti dimostra che la professionalità, l&#039;impegno e l&#039;entusiasmo, alla fine pagano?&quot;. Mentre gongolo, finisco di aprire la busta e vedo che, al posto degli altri due zeri, una virgola maligna occhieggia.
230 Euro! Lordi! Mi stropiccio gli occhi e riguardo quel pezzo di carta che stringo tra le mani: è proprio vero, sono duecentotrentaeuro....
Prendo nervosamente il telefonino, modalità calcolatrice e faccio i conti: 230:20=11,5 !!!!!!!!!!!!!
Vuol dire che chi mi ha valutato mi ha considerato come uno che non fa neanche l&#039;80% del proprio dovere ( il 76,66666 per la precisione! ).
Vuol dire che NON E&#039; UN PREMIO DI PRODUZIONE.
Vuol dire che qualcuno, dall&#039;alto della sua magnanimità, mi ha fatto la &quot;mancia&quot;, nonostante non mi meritassi nulla!
Vuol dire che, veramente, non ho capito un cazzo della vita....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siccome di mestiere insegno matematica, ho avuto la pessima idea di farmi due conti &#8230; e sono caduto in profonda depressione!<br />
Mi si dice che l&#8217;Azienda ha deciso di premiare coloro nell&#8217;anno formativo 2005/2006 hanno versato il loro sudore ( più o meno metaforico ), con il tanto agognato &#8220;incentivo&#8221;!<br />
Mi si dice anche che non si tratterà di &#8220;buoni pasto&#8221;, come nelle passate edizioni, bensì di denaro fresco e frusciante ( posso quindi comprarmi anche un paio di scarpe, oltre a mortadella, pane e pomodori in scatola!).<br />
Mi si dice che per ogni &#8220;punto&#8221; di valutazione, avrò ben 20€!<br />
Mi si dice che se un lavoratore aveva svolto le proprie funzioni senza un pelino di impegno in più di quello strettamente dovuto, la votazione sarebbe stata di 15 punti.<br />
Mi faccio due conti, riprendo agende e appunti di quella benedetta stagione e mi frego soddisfatto le mani: pochissime assenze, dovute esclusivamente a comprovata malattia, giorni di riposo regalati all&#8217;azienda a costo &#8220;zero&#8221;, organizzato e realizzato un torneo di calcio tra tutte le classi dell&#8217;agenzia, portata ( a spese e tempo mie ) una squadra dei nostri baldi ragazzotti a giocare a pallone la Domenica pomeriggio, un progetto &#8220;Giornale&#8221; che ha visto coinvolti, di Sabato, un gruppo di giovanotti che erano allergici alla scuola dal Lunedì al Venerdì, l&#8217;organizzazione di un manipolo di allievi che facevano la gara a chi era più bravo a riparare i computer della scuola, piuttosto che chiamare una costosa assistenza tecnica esterna. Un lavoro eccellente ( pensavo io ), sicuramente valutato nel modo giusto da chi sa riconoscere chi fa le cose con passione e chi invece solo e esclusivamente per portare a casa lo stipendio a fine mese&#8230;<br />
Già sognavo vacanze alle Maldive, una macchina nuova e un piccolo lascito ai miei quattro figli che avrebbe assicurato loro la prosecuzione degli studi&#8230;<br />
Apro la busta paga con il cuore che mi batte forte forte e con la certezza che in quella busta, oltre al vile denaro, c&#8217;è il segno della considerazione che ha per me l&#8217;azienda dove lavoro.<br />
E gli occhi mi si velano di lacrime, pensando che qui veramente c&#8217;è chi ti stima e ti considera per quello che vali, per l&#8217;impegno che hai profuso, per l&#8217;energia e l&#8217;entusiasmo che hai messo in campo!<br />
Scopro piano piano il lembo della busta&#8230; vedo un 2! Mi sento mancare: 2000€! &#8230; continuo a scoprire e vedo un 3: 2300 Euro! &#8230; uno zero! Che bello! Alla faccia di quelli che parlano sempre male della MIA azienda! Che stronzi! Adesso gli spiattello sotto il naso il mio premio produzione e gli dico: &#8220;vedi, che se lavori e ti dai da fare, poi c&#8217;è chi pensa a te? Chi ti dimostra che la professionalità, l&#8217;impegno e l&#8217;entusiasmo, alla fine pagano?&#8221;. Mentre gongolo, finisco di aprire la busta e vedo che, al posto degli altri due zeri, una virgola maligna occhieggia.<br />
230 Euro! Lordi! Mi stropiccio gli occhi e riguardo quel pezzo di carta che stringo tra le mani: è proprio vero, sono duecentotrentaeuro&#8230;.<br />
Prendo nervosamente il telefonino, modalità calcolatrice e faccio i conti: 230:20=11,5 !!!!!!!!!!!!!<br />
Vuol dire che chi mi ha valutato mi ha considerato come uno che non fa neanche l&#8217;80% del proprio dovere ( il 76,66666 per la precisione! ).<br />
Vuol dire che NON E&#8217; UN PREMIO DI PRODUZIONE.<br />
Vuol dire che qualcuno, dall&#8217;alto della sua magnanimità, mi ha fatto la &#8220;mancia&#8221;, nonostante non mi meritassi nulla!<br />
Vuol dire che, veramente, non ho capito un cazzo della vita&#8230;.</p>
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		<title>Di: giorgio ascenzi o jorgh</title>
		<link>http://www.didatticalibera.com/2007/12/03/la-citta-puricinella/comment-page-1/#comment-117</link>
		<dc:creator>giorgio ascenzi o jorgh</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 08:11:48 +0000</pubDate>
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		<description>... i tre punti che precedono quanto sto per scrivere stanno a significare il sospiro che emerge spontaneo quando devo parlare della formazione e di quanto la circonda. Sono un manipolo di eroi coloro che continuano nonostante tutto e tutti a riversare passione ed emozioni in ciò che fanno, tutto sembra spingerci verso un atteggiamento sempre più comune: la depressione, e con essa la voglia di smettere di lottare! Non va bene, non è pensabile che prevalgono logiche basse e meschine il cui denominatore comune sono il denaro e l&#039;interesse privato in genere. Il malessere che possono generare gli incentivi non è dettato dai moventi di cui sopra, assolutamente no! Il vero motivo risiede nel fatto che troppo spesso sono oscure le motivazioni per cui si incentiva, o a mò di contrappasso si disincentiva, la mancanza di chiarezza è il grande guaio che viviamo nel nostro ambito lavorativo ma che, in fondo, rappresenta in modo pertinente ed adeguato la &quot;vigliaccheria&quot; che connota i famosi omini di cui si parlava. Bisogna sfidarla questa vigliaccheria, bisogna farsi portavoce del valore dell&#039;assunzione delle responsabilità a tutti i livelli; bisogna togliere l&#039;acqua a queste &quot;papere&quot; che galleggiano dall&#039;alto della loro posizione nella somministrazione arbitraria e occultà delle &quot;ossa e frattaglie&quot; ai poveri questuanti. Per farlo bisogna togliere acqua anche alle &quot;papere&quot;, le nostre papere, che galleggiano nel godimento nascosto dei privilegi &quot;graziosamente&quot; concessi a fronte della &quot;pavida&quot; omertà se non della &quot;viscida&quot; connivenza o della &quot;odiosa&quot; dilazione. Chiederò senza tema che vengano esplicitati i risultati delle valutazioni, voglio vedere se si avrà il coraggio di assumersi la responsabilità di quanto deciso. Chiederò senza pudore ai lavoratori di rendere trasparente quanto è stato attribuito ad ognuno di loro. Vedremo chi, a fronte di di una richiesta di trasparenza, si ritirerà nel proprio guscio di &quot;vergogna&quot;!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; i tre punti che precedono quanto sto per scrivere stanno a significare il sospiro che emerge spontaneo quando devo parlare della formazione e di quanto la circonda. Sono un manipolo di eroi coloro che continuano nonostante tutto e tutti a riversare passione ed emozioni in ciò che fanno, tutto sembra spingerci verso un atteggiamento sempre più comune: la depressione, e con essa la voglia di smettere di lottare! Non va bene, non è pensabile che prevalgono logiche basse e meschine il cui denominatore comune sono il denaro e l&#8217;interesse privato in genere. Il malessere che possono generare gli incentivi non è dettato dai moventi di cui sopra, assolutamente no! Il vero motivo risiede nel fatto che troppo spesso sono oscure le motivazioni per cui si incentiva, o a mò di contrappasso si disincentiva, la mancanza di chiarezza è il grande guaio che viviamo nel nostro ambito lavorativo ma che, in fondo, rappresenta in modo pertinente ed adeguato la &#8220;vigliaccheria&#8221; che connota i famosi omini di cui si parlava. Bisogna sfidarla questa vigliaccheria, bisogna farsi portavoce del valore dell&#8217;assunzione delle responsabilità a tutti i livelli; bisogna togliere l&#8217;acqua a queste &#8220;papere&#8221; che galleggiano dall&#8217;alto della loro posizione nella somministrazione arbitraria e occultà delle &#8220;ossa e frattaglie&#8221; ai poveri questuanti. Per farlo bisogna togliere acqua anche alle &#8220;papere&#8221;, le nostre papere, che galleggiano nel godimento nascosto dei privilegi &#8220;graziosamente&#8221; concessi a fronte della &#8220;pavida&#8221; omertà se non della &#8220;viscida&#8221; connivenza o della &#8220;odiosa&#8221; dilazione. Chiederò senza tema che vengano esplicitati i risultati delle valutazioni, voglio vedere se si avrà il coraggio di assumersi la responsabilità di quanto deciso. Chiederò senza pudore ai lavoratori di rendere trasparente quanto è stato attribuito ad ognuno di loro. Vedremo chi, a fronte di di una richiesta di trasparenza, si ritirerà nel proprio guscio di &#8220;vergogna&#8221;!</p>
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