Incontro con Aldo Onorati

gennaio 15th, 2010

Biografia dell’autore

Aldo Onorati  nasce ad Albano Laziale nel 1939. Da studente ribelle passa giovanissimo all’insegnamento nelle scuole elementari nella provincia sud di Roma, per poi diventare professore di latino e italiano nelle scuole superiori. Da sempre nel mondo dell’editoria, vanta come maestro il grande editore Armando Armando. Tra le sue amicizie illustri Domenico Rea, Pierpaolo Pasolini, Roberto Rossellini. Aldo Onorati è tradotto in varie lingue, fra cui francese, russo, esperanto. E’ giornalista di testate nazionali e membro di giurie di premi internazionali quali il “Città di Penne-Mosca”;è autore di saggi critici, sillogi poetiche e romanzi celebri. Tra le sue maggiori opere ricordiano “Lettera al padre”, “Nel frammento la vita” e “La sagra degli ominidi”.
Cultore di Dante, ha dato vita ad un ambizioso progetto di “Lectura Dantis ” in varie parti d’Italia.

Considerazioni sull’incontro…

Una persona di altri tempi, completamente incontaminata e legata ai valori più veri e sani della vita. L’autore dei Castelli Romani è venuto a trovarci a scuola: un incontro emozionante, ricco e divertente; gli allievi delle classi terze hanno ricevuto un bellissimo libro, “lettera al Padre”. Prossimamente Aldo tornerà  presso il teatro di P.zza San Paolo e i ragazzi  avranno modo di interagire attivamente con lo scrittore dando vita ad un dibattito  sul testo cui gentilmente l’autore si presterà.

Recensione del libro “Lettera al Padre”

Ispirandosi alla ben nota opera omonima del grande autore praghese Franz Kafka, un maturo Aldo Onorati si rivolge all’ormai settantenne padre. Le sue parole nei confronti del genitore sono di sincera gratitudine e ringraziamento per esser riuscito a trasmettere al figlio valori fondamentali dell’esistenza umana, quali la fiducia nel prossimo, l’amore per la vita e per la società umana intiera. Nonostante da un punto di vista prettamente borghese, e quindi del capitale,  il comportamento del padre possa risultare in alcuni frangenti a dir poco impulsivo (alcune azioni esporranno la famiglia a perdite economiche di una certa portata), esso trasmette un più alto senso della dignità uamane dell’amore per il prossimo. Valori, questi, che al giorno d’oggi non solo sono privi di importanza ma addirittura divengono sempre più spesso motivo di derisione.

Altre considerazioni…

Lettera al Padre è molto acuta e viva ed è un quadro perfetto del travaglio ideologico e morale dell’intero dopoguerra (e soprattutto di questi ultimi anni). E’ scritta con estrema forza e con grande intensità di stile.

Giorgio Bàrberi Squarotti

La figura del padre acquista qui dimensioni più vere e positive, per divenire simbolo di un’umanità paziente e sapiente, decorosa e dignitosa, di saggia e “civile” sobrietà, di dedizione totale.

Franco Di Carlo (da “Italianistica”)

La lettera di Aldo Onorati non è irta di riflessioni sociologiche e morali; tutt’altro; è un continuo appassionato incontro, fatto di ricordi, suggestioni, spunti emotivi che arrivano dentro: perchè lo stile è forbito, di scrittore pulito e chiaro, nelle parole come nei concetti…

Rodolfo Doni (da “Il Tempo”)

In questa lettera (che può tranquillamente essere collocata accanto ai colloqui con il padre di un Cardarelli e di uno Sbarbaro), Onorati non si lascia mai intimorire dal comodo conformismo…

Francesco Grisi (da “Il Borghese”)

Onorati si conferma autore assolutamente libero da mode, da conformismi. Chissà come lo scorticheranno gli egualitaristi, i permissivisti, i femministi che infestano i mass-media…

Federico Orlando (da “Il Giornale Nuovo”)



Albano: grande successo per Notre Dame de Paris Categorie: Notizie dalla Provincia di Roma

dicembre 22nd, 2009

Questa volta siamo andati a finire sui giornali…
La replica è stata strepitosa, questo articolo l’ho ripreso da “punto a capo online”, poi siamo finiti sul giornale, castelli news e addirittura sul messaggero :-)

Notre Dame de Paris , incanta il pubblico del teatro S. Paolo
La compagnia dei Senza Licenza , conquista con la replica del musical

Al teatro S.Paolo di Albano spopola, per la seconda volta, il “Notre Dame de Paris”. In scena sabato scorso la replica dell’opera di Victor Hugò. Sul palco gli attori della Compagnia “Senza Licenza” dell’Albafor di Albano.
Roberto Tagliaventi, Irina Carletti, Giada Rossi, Emilio Rivituso, Mattia Giordano, Roberta Pasciuti, i nomi dei cinque attori protagonisti che, diretti dalla profes­soressa Simona Brugnoli, con talento e profes­sionalità hanno interpretato l’appassionante e struggente storia d’amore del gobbo Quasimodo e la gitana Esmeralda.
Sulle musiche di Riccardo Cocciante i giovani accompagnati sul palco dal corpo di ballo, composto rigorosamente dagli studenti dell’istituto del città ‚ hanno affascinato il pubblico intonando, con voci melodiose e dal vivo, pezzi musicali diversi e complicati
Un’Esmeralda suadente, un Quasimodo leale dal cuore sincero, un perfido Frollo, un affascinante Fedro, una Chopin altruista sino al sacrificio della propria vita, e, per finire, una Fiordaliso innamorata, la giostra dei personaggi rappresentati nel musical durato due ore e diviso in due tempi.
“L’emozione che il teatro trasmette – ha raccontato Irina – è indescrivibile a parole. La mia è una pas­sione che dura da circa quindici anni e che intendo portare avanti. Esmeralda? Sì, in qualche modo mi assomiglia”.
Come per ogni compagnia che si rispetti anche per i “Senza licenza” non sono mancati, poi, provini per la selezione del cast e prove a ritmo serrato prima della giornata di debutto a giugno e prove generali ancora per la replica.
“I ragazzi – ha dichiarato la pre­side Brugnoli – hanno lavorato sodo e con serietà come dei veri e propri profes­sionisti, interpretando un’opera certamente non semplice. Il pubblico aveva già a giugno dimostrato di apprezzare e anche sabato gli applausi non sono mancati. Il modo in cui hanno recitato conferma che in ciascuno di questi ragazzi si nasconde un potenziale talento che aspetta solo l’occasione di manifestarsi”.
“La qualità dello spettacolo – ha dichiarato il sindaco Mattei, seduto in prima fila sabato mattina nella sala del teatro S. Paolo – insieme alle altre iniziative portate in scena dalla scuola dimostra che credere nei ragazzi, al di là di ogni pos­sibile apparenza, è un atto dovuto per scoprire e far emergere i tanti promettenti talenti del nostro territorio. Albano è da sempre foriera di artisti eterogenei e l’Albafor ha dimostrato, in questo senso, di custodirne diversi”.
Ad impreziosire il musical la scenografia curata da Giulia Sabbatini, Federica Romaggioli, Denny Coletta, Federica Taglietti, Giorgia Pipero, Orsola Borzillo, Mickey Middei, Jes­sica Cinelli e Noemi Romaggioli, e i costumi di Franca Saccar

Perle ai porci

ottobre 31st, 2009

3864-19975_gianmarco-perboni-peOttimo libro di Gianmarco Perboni, un insegnante che lavora nella scuola pubblica italiana da quasi vent’anni. Dopo un estenuante precariato come docente di tedesco e inglese, attualmente ha una cattedra di ruolo di lingua inglese in una scuola secondaria di provincia.

Mentre leggevo le prime pagine ho pensato che il professor Perboni  fosse un po’ troppo cinico e severo, privo di pazienza e con poca umiltà; volevo mandargli una mail e suggerirgli un altro lavoro…
Poi mi sono resa conto che il mio giudizio era troppo affrettato e dovevo leggere il testo in chiave ironica e satirica.

Il professor Perboni racconta un intero anno scolastico a partire da settembre e realizza un’accurata descrizione dell’apparato scolastico, dagli alunni fino ad arrivare al corpo docente, con tutte le sue realistiche sfumature.

Secondo lo scrittore gli studenti italiani di oggi fanno parte di una generazione scoraggiante, irrecuperabile e bovinamente supina. Ragazzi che hanno come unica aspirazione quella di partecipare ad Amici, adolescenti viziati da genitori disposti a coprire i loro figli e a procurare certificati medici fasulli e pronti a denunciare l’insegnante al primo brutto voto (non importa se meritato). Fino a vent’anni fa quando uno studente tornava a casa con un bel “due” prendeva un sonoro ceffone dai genitori; adesso è l’insegnate a rischiare una sberla!

Allievi ormai resi incontrollati da docenti sempre più confusi e demotivati da uno stipendio ridicolo e da incombenze burocratiche assurde e contraddittorie. Ma Perboni non teme nulla, va dritto per la sua strada con guardo disincantato e realistico; per sopravvivere mette in atto la sua strategia, il suo personale metodo da carogna…

Il libro è veramente divertente, va letto tutto d’un fiato, avvilisce e diverte contemporaneamente perchè, raccontando di interrogazioni da purga staliniana, inquietanti consigli docenti e surreali colloqui con i genitori, mostra un quadro veritiero che dovrebbe farci piangere ma che diventa irresistibilmente comico.

Buona lettura!!!

Nonostante gli sforzi di Perboni, i suoi allievi hanno tradotto così lo slogan Life is now : Vivere è avanti”, “Ti amerò sempre”, “Non è vita”, “Vivere o morire! e “Viva la neve”.

Fra i quindicenni di tutti i Paesi Ocse, gli italiani sono al quartultimo posto per le conoscenze in matematica e al sestultimo per le capacità di lettura (dati 2009).


BOCCIATO IL LODO ALFANO

ottobre 9th, 2009

Mi sembra il minimo e non capisco cos’altro debba fare il “nostro” premier per essere cacciato a pedate nel sedere; ce l’ha messa davvero tutta ma, nonostante questo, c’è ancora chi lo difende.

Mi vergogno per lui ed al suo posto mi sarei dimessa da tempo; solo in Italia si vedono queste cose ma l’amarezza più grande è questa: a tutt’oggi, pur volendogli sottrarre la fiducia accordatagli dalla maggioranza dei miei concittadini, non saprei davvero a chi concedere il medesimo onore.

So che per questa affermazione potrei essere accusata di mero qualunquismo, ma credo che la situazione politica attuale giustifichi ampiamente questa, non solo mia, sfiducia di fondo.

Ciò di cui il nostro paese ora più che mai ha bisogno è un vero leader, un uomo giusto e illuminato, oserei dire una guida che possa riportare alle vecchie e ormai svanite glorie di un tempo questo mio suolo che tanto mi è caro e che oramai è deriso da tutto il mondo.

Uso dell’accento

ottobre 9th, 2009

Vademecum sull’accento:
quando indicarlo e dove pronunciarlo

Quando ci vuole e quando no

Quando si parla, l’accento si fa sentire in tutte le parole, perché tutte lo hanno, tranne rarissime eccezioni. Quando si scrive, non sempre c’è bisogno di segnare l’accento, anzi: i casi in cui è obbligatorio indicarlo sono pochi. Noi, desiderosi di cavarvi da ogni impiccio, ve li indichiamo tutti. Nello scritto, l’accento va segnato:

* nelle parole tronche (cioè accentate alla fine) con più di una sillaba: La servitù emigrò in Perù;
* nelle seguenti parole formate da una sola sillaba: dà, dì, è, là, lì, né, sé, sì, tè, ciò, già, giù, più, può, scià. Ma attenzione: le prime nove parole di questa lista hanno dei corrispettivi che vanno scritti senza accento. In particolare,

l’accento va messo su… l’accento non va messo su…
dà (verbo dare): Mi dà fastidio da (preposizione): Vengo da Bari
dì (il giorno): La sera del dì di festa di (preposizione): È amico di Marco
è (verbo essere): È stanca e (congiunzione): coltelli e forchette
là (avverbio di luogo): vai là la (articolo o pronome): La pizza, la mangi?
lì (avverbio di luogo): Rimani lì li (pronome): Non li vedo
né (congiunzione negativa): Né carne né pesce ne (avverbio o pronome): Me ne vado; te ne importa?
sé (pronome): Chi fa da sé fa per tre se (congiunzione): Se torni, avvisami
sì (affermazione): Sì, mi piace si (pronome): Marzia non si sopporta
tè (la bevanda): Una tazza di tè te (pronome): Dico a te!

In tutte le altre parole di una sillaba l’accento non va segnato.

* Nei casi di ambiguità, quando una parola si distingue da un’altra solo per la diversa posizione dell’accento, può essere utile indicarlo. Per esempio:

mi pare che àbitino qui è un bell’abitìno

l’àncora della nave non è ancóra tornato

* Alcuni, quando il pronome sé è seguito da stesso e medesimo, tralasciano di indicare l’accento, perché in questo caso il se pronome non può confondersi con se congiunzione: se stesso, se medesimo. Noi, però, consigliamo di indicare l’accento anche in questo caso, e quindi di scrivere sé stesso, sé medesimo.
* Per quanto riguarda la parola su, è meglio scriverla sempre senza accento: “Venite su!”
* Scrivete do (prima persona del presente indicativo di dare) e soprattutto sto (prima persona del presente indicativo di stare) sempre senza accento: “Ti do ragione”, “Sto qui ad aspettarti”. Qualcuno mette l’accento sul verbo do, per distinguerlo dalla nota musicale: ma nessuno confonderebbe questi due do, così come nessuno confonde i due re!
* La stessa indicazione vale per fa e sta (terze persone del presente indicativo di fare e stare) e per gli avverbi qui e qua, che non devono mai avere l’accento.

Acuto e grave

[...] stiamo parlando [...] dei due diversi tipi di accento che possono caratterizzare le parole. L’accento di perché, per esempio, non è lo stesso di caffè: il primo, che va dal basso verso l’alto, si chiama acuto, mentre il secondo, che va dall’alto verso il basso, si chiama grave.

In genere, quando si scrive, non si fa attenzione al tipo di accento, e lo si segna come un trattino obliquo da appoggiare distrattamente sulla vocale finale. Ma nell’uso veramente corretto le cose non stanno così: con l’accento acuto (´) indichiamo la e chiusa di perché, con l’accento grave (`) indichiamo la e aperta di caffè. Se vogliamo che il nostro scritto sia impeccabile, dobbiamo rispettare queste differenze: soprattutto se non scriviamo a mano, ma usiamo una macchina per scrivere o il computer, distinguiamo fra la é e la è: sulla tastiera c’è un tasto apposta per questo!

Per aiutarvi, vi diamo l’elenco della parole più comuni che richiedono l’accento acuto sulla e finale: affinché, benché, cosicché, finché, giacché, né, nonché, perché, poiché, purché, sé (quando è pronome: “Marco pensa solo a sé”), sicché, ventitré e tutti i composti di tre (trentatré, quarantatré, centotré, ecc.); infine, le terze persone singolari del passato remoto di verbi come battere, potere, ripetere, ecc.: batté, poté, ripeté, ecc.

In tutti gli altri casi, l’accento sulla e finale è grave. Ricordate, in particolare, di segnarlo sulla terza persona del presente indicativo del verbo essere: è, su tè e su caffè. [...]

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Senza indugiare in ulteriori spiegazioni, si fornisce qui una lista di termini dall’accentazione “dubbia”, tratti sia dal testo già citato sia inseriti su suggerimento dei nostri lettori (come Alessandro B., Giovanni B., Nino B., Angelo C., Francesco C., Donatella F., Alessandra G., Bianca G., Elena G., Maria Teresa G., Lucia L., Michela L., Leonardo M., Nicoletta M., Chiara S., Viviana S., Andrea T.), proponendo l’accentazione (più) corretta.

Abbàcino / abbacìno (voce del verbo abbacinare): pronuncia più sorvegliata abbacìno

Abbaìno / abbàino (sopraelevazione sul tetto di un fabbricato): abbaìno

Àbrogo / abrògo (voce del verbo abrogare): io àbrogo, ti àbroghi, egli àbroga, loro àbrogano

Acribìa / acrìbia (‘precisione miracolosa’): acribìa

Adùlo / àdulo (voce del verbo adulare): adùlo

Alcalìno / alcàlino (‘che ha qualità di alcali, relativo agli alcali’): alcalìno, ma il sostantivo maschile plurale àlcali, non alcàli

Alchìmia / alchimìa: accettabili entrambe le pronunce, alchimìa più frequente

Alopecìa / alopècia (‘caduta di capelli’): accettabili entrambe le pronunce; la prima si rifà al greco, la seconda al latino

Amàca / àmaca: la pronuncia corretta è amàca

Anamorfòsi / anamòrfosi: entrambe le pronunce sono corrette; la prima è più comune, quella con l’accento ritratto si rifà al greco.

Anòdino / anodìno (‘insignificante’): anòdino

Appendìce / appèndice: la pronuncia corretta è appendìce

Àrista / arìsta: la pronuncia corretta è àrista

Arrògo / àrrogo (voce del verbo arrogare): la pronuncia corretta è io arrògo, tu arròghi, egli arròga, loro arrògano

Arteriosclèrosi / arterioscleròsi: accettabili entrambe le pronunce; la prima segue il greco, la seconda il latino

Assólo / àssolo: la pronuncia corretta è assólo (da a solo)

Autòdromo / autodròmo: la pronuncia corretta è autòdromo

Balaùstra / balàustra (‘parapetto che chiude un balcone, una scalinata’): balaùstra

Baùle / bàule: la pronuncia corretta è baùle

Bocciòlo / bòcciolo: la pronuncia corretta è bocciòlo

Bolscevìco / bolscèvico: la pronuncia più corretta è bolscevìco

Cadùco / càduco: la pronuncia corretta è cadùco

Callìfugo / callifùgo: la pronuncia corretta è callìfugo

Cànide / canìde (‘della famiglia dei Cànidi’): la pronuncia corretta è cànide

Carìsma / càrisma: la pronuncia più corretta è carìsma

Centèllino / centellìno: la pronuncia corretta è centellìno

Circùito / circuìto: circùito quando ci si riferisce al ‘percorso di una gara’ o a un ‘circuito elettrico’, circuìto come participio passato del verbo circuìre

Claustròfobo / claustrofòbo (come claustrofòbico ‘chi ha paura degli spazi chiusi’): la pronuncia corretta è claustròfobo

Codardìa / codàrdia: la pronuncia corretta è codardìa

Collànt / còllant (‘calzamaglia fine’): la pronuncia corretta è collànt

Còlossal / colòssal (‘film grandioso e spettacolare’): la pronuncia corretta è colòssal

Io cònstato / io constàto: entrambe le pronunce sono solitamente registrate dai dizionari, ma la prima a venire indicata – e quindi quella più corretta – è io constàto

Còrreo / corrèo (‘imputato di un reato insieme con altri’): la pronuncia più corretta – e meno usata – è còrreo

Cosmopolìta / cosmopòlita: la pronuncia corretta è cosmopolìta

Cucùlo / cùculo: la pronuncia corretta è cucùlo

Cùpido / cupìdo: se usato nel senso di aggettivo, ‘bramoso’, è cùpido, se ci si riferisce al dio dell’amore, Cupìdo

Dagherròtipo / dagherrotìpo (vecchio tipo di fotografia): la pronuncia corretta è dagherròtipo

Dàrsena / darsèna (parte del porto destinata alle riparazioni navali): la pronuncia corretta è dàrsena

Depliànt / dèpliant: la pronuncia corretta è depliàn (senza la ‘t’ finale, essendo una parola francese)

Diàtriba / diatrìba (‘discorso polemico’): pronuncia etimologicamente più corretta diàtriba, più comune diatrìba

Dissuadére / dissuàdere: la pronuncia corretta è dissuadére

Diurèsi / diùresi: da preferire la pronuncia diurèsi

Ecchìmosi / ecchimòsi: la pronuncia corretta è ecchìmosi

Èdema / edèma: accettabili entrambe le pronunce; la prima viene dal greco, la seconda dal latino

Edìle / èdile: la pronuncia corretta è edìle

Elèttrodo / elettròdo: la pronuncia corretta è elèttrodo

Elèvo / èlevo: preferibile la pronuncia all’italiana io elèvo, tu elèvi, egli elèva. La pronuncia io èlevo, tu èlevi, egli èleva si rifà invece al latino

Elzevìro / elzèviro (‘articolo di fondo della pagina letteraria di un giornale’): la pronuncia corretta è elzevìro

Enùresi / enurèsi: la pronuncia corretta è enurèsi

Epòdo / èpodo (nella metrica classica, verso minore che seguiva a uno maggiore formando con esso un periodo metrico): la pronuncia corretta è epòdo

Errata còrrige / errata corrìge (‘lista di errori da correggere, posta in fondo ai libri’): la pronuncia corretta è errata còrrige

Esplèto / èspleto (voce del verbo espletare): la pronuncia più corretta è io esplèto, tu esplèti, egli esplèta

Èureka / eurèka (‘evviva’): la pronuncia corretta è èureka

Farìngeo / faringèo: la pronuncia corretta è faringèo

Flògosi / flogòsi (‘infiammazione’): accettabili entrambe le pronunce, la rpima derivante da greco, la seconda dal latino

Fortùito / fortuìto: la pronuncia più corretta e diffusa è fortùito

Gòmena / gomèna: la pronuncia corretta è gòmena

Gratuìto / gratùito: la pronuncia corretta è gratùito

Guaìna / guàina: la pronuncia corretta è guaìna

Ìlare / ilàre: la pronuncia corretta è ìlare

Ìmpari / impàri: la pronuncia corretta è ìmpari

Inàne / ìnane (‘inutile, inefficace’): la pronuncia corretta è inàne

Incàvo / ìncavo: la pronuncia corretta è incàvo

Infìdo / ìnfido: la pronuncia corretta è infìdo

Ìnternet / Internèt: la pronuncia corretta è Ìnternet

Io intèrseco / io intersèco: la pronuncia giusta è io intèrseco, tu intèrsechi, egli intèrseca… essi intèrsecano

Io ìntimo / io intìmo (voce del verbo intimare): si può dire sia io intìmo, all’italiana, o io ìntimo, alla latina

Islàm / Ìslam: la pronuncia corretta è Islàm

Isòtopi / isotòpi: la pronuncia corretta è isòtopi

Leccòrnia / leccornìa: la pronuncia corretta è leccornìa

Lemnìscata / lemniscàta (‘curva piana a forma di otto’): la pronuncia corretta è lemniscàta

Libìdo / lìbido: la pronuncia corretta è libìdo

Lùbrico / lubrìco (‘disonesto’, ‘lascivo’): la pronuncia corretta è lùbrico

Medìceo / medicèo: la pronuncia corretta è medìceo

Melòmane / melomàne (‘appassionato di musica’): la pronuncia corretta è melòmane

Mìmesi / mimèsi: entrambe le pronunce sono accettate; la prima deriva dal greco, la seconda dal latino

Mollìca / mòllica: la pronuncia corretta è mollìca

Monolìto / monòlito: entrambe le pronunce sono corrette. Alcuni vocabolari, come il Dizionario Italiano Sabatini Coletti (DISC), riportano monòlito come forma da preferire. I dizionari riportano anche monolìte, forma derivata dal francese, altrettanto corretta.

Mulìebre / mulièbre (‘femminile’): la pronuncia corretta è mulìebre

Nècrosi / necròsi: entrambe le pronunce sono accettate; la prima deriva dal greco, la seconda dal latino

Nobèl / Nòbel: la pronuncia corretta è Nobèl

Nòcciolo / nocciòlo: nòcciolo quando si parla del ‘guscio legnoso che ricopre il seme di alcuni frutti’, nocciòlo se si parla dell’albero che dà le nocciòle

Omeòpata / omeopàta: la pronuncia corretta è omeòpata

Òmero / omèro: òmero in riferimento all’osso che va dalla spalla al gomito; mentre il poeta è Omèro

Ossimòro / ossìmoro: sono corrette entrambe le pronunce

Osteòpata / osteopàta: la pronuncia corretta è osteòpata

Peróne / pèrone: la pronuncia corretta è peróne

Persuadére / persuàdere: la pronuncia corretta è persuadére

Presàgo / prèsago (‘che presagisce gli avvenimento futuri’): la pronuncia corretta è presàgo

Prosàpia / prosapìa (’stirpe’, ’schiatta’): la pronuncia corretta è prosàpia

Pudìco / pùdico: la pronuncia corretta è pudìco

Regìme / règime: la pronuncia corretta è regìme

Ròbot / robòt / robò: la pronuncia più corretta è ròbot

Rubrìca / rùbrica: la pronuncia corretta è rubrìca

Sàlgari / Salgàri (cognome del famoso scrittore di romanzi d’avvenutura): la pronuncia corretta è Salgàri

Salùbre / sàlubre: la pronuncia corretta è salùbre

Sàrtia / sartìa (cavi di rinforzo degli alberi delle navi): la pronuncia corretta è sàrtia

Scandinàvo / scandìnavo: più corretto scandinàvo, molto usato ma meno corretto scandìnavo

Io sepàro / io sèparo (voce del verbo separare): la pronuncia italiana e più diffusa è io sepàro, tu sepàri, egli sepàra; la pronuncia io sèparo, tu sèpari, egli sépara non è sbagliata, ma riprende l’uso latino.

Seròtino / serotìno (’serale’): la pronuncia corretta è seròtino

Sìlice / silìce (‘diossido di silicio’): la pronuncia corretta è sìlice

Io stràripo / io strarìpo: la pronuncia corretta è io strarìpo

Sutùra / sùtura: la pronuncia corretta è sutùra

Tarsìa / tàrsia (composizione formata da tipi diversi di uno o più materiali): la pronuncia corretta è tarsìa

Tèrmite / termìte: la pronuncia corretta è tèrmite

Tralìce / tràlice: la pronuncia corretta è tralìce

L’ùltra / l’ultrà: la pronuncia più diffusa è ultrà

Ùpupa / upùpa (tipo di volatile): la pronuncia corretta è ùpupa

Uràli / Ùrali: la pronuncia corretta è Uràli

Utènsile / Utensìle: se usato come aggettivo, es. la macchina utensile, la parola va pronunciata utènsile; se la parola viene usata da sola, es. l’utensile del fabbro, va pronunciata utensìle

Io valùto / io vàluto: la pronuncia più corretta è io valùto, tu valùti, egli valùta

Zàffiro / zaffìro: la pronuncia più diffusa è zaffìro, ma zàffiro non è sbagliato, perché segue la pronuncia greca.

Pensieri…

novembre 1st, 2008

Ci mancava solo facebook… è un po’ che non scrivo sul blog,  sta accadendo anche a me, la tecnologia mi sta assorbendo, io che l’ho sempre contestata…Aiuto! 

Spero che dopo questo periodo di scioperi e manifestazioni ci sarà qualche cambiamento positivo per la scuola e per la ricerca, ma dopo l’approvazione della riforma Gelmini le speranze iniziano ad abbandonarmi.

Stamane vado a vedere la mostra di Picasso e per la seconda volta quella di Basquiat, la prossima settimana porterò alcune classi e visto che farò da guida preferisco vedere i dipinti in anticipo, spero che quella di Picasso sia più interessante di quella vista qualche anno fa.

Buon week-end a tutti e a presto per le recensioni!!!

Inizio attività teatrale

novembre 1st, 2008

Giovedì 6 Novembre alle ore 14.30 nel teatro di P.zza San Paolo, avrà iniziò l’attivita teatrale. 

Verranno assegnate le parti agli allievi che si sono presentati ai provini del 25 Ottobre, saranno inoltre consegnati i copioni dello spettacolo da rappresentare.

A presto!!! ;-)

Duse D’annunzio

ottobre 10th, 2008

Ieri sera sono andata a vedere al teatro Arcobaleno di Roma la prima dello spettacolo dedicato al poeta Gabriele D’annunzio e alla sua musa Eleonora Duse: “ultima fermata hotel Cavour Milano”

Viene raccontato il pensiero dello scrittore a 70 anni dalla sua morte, ripercorrendo la storia d’amore con la Divina Eleonora Duse. Brillante l’interpretazione di Gianluigi Pizzetti che avevo avuto modo di conoscere come Astolfo, nella fiction il “sangue e la rosa”. Barbara Amodio, regista e protagonista dello spettacolo è stata meno eclatante di quanto pensassi.

Preferisco indubbiamente il musical!!!

:-)

Iniziano i provini!

ottobre 10th, 2008

A partire dal 6 Novembre 2008, avrà inizio l’attività di Laboratorio Teatrale. Le lezioni si svolgeranno il giovedì dalle ore 14.30 alle ore 17.00; la partecipazione è aperta ad allievi di tutte le sedi, il numero dei partecipanti non dovrà superare le 30 unità.

Il laboratorio si pone come finalità l’appropriazione e l’uso di linguaggi come mezzi espressivi idonei alla crescita ed alla formazione della personalità dell’individuo, attraverso la capacità di esprimere verbalmente e figurativamente l’esperienza di sé e del mondo nelle sue forme e nei suoi contenuti.

Il progetto verrà realizzato attraverso quattro fasi:

1. Nella prima fase si mirerà ad educare gli adolescenti ad un uso corretto ed efficace della voce, pertanto verranno proposte una serie di attività linguistiche atte a migliorare l’espressività e la capacità di controllo della voce. Sempre in questa prima fase l’insegnante guiderà gli allievi alla presa di contatto con il proprio corpo e con le sue potenzialità espressive.

2. Nella seconda fase verrà affrontata la lettura di copioni teatrali, guidando gli allievi alla loro comprensione ed interpretazione e mostrando come si realizza uno spettacolo, facendo capire come da una storia scritta (il copione) si arriva alla rappresentazione scenica.

3. Nella terza fase si ascolteranno cd relativi a opere teatrali dialettali, (es. “la Taranta” di Ambrogio Sparagna o “Semo o nun semo” di Nicola Piovani, rappresentati negli spettacoli dello scorso anno) in seguito verranno eseguiti i passi delle relative ballate con interpretazione canora (musical).

4. Nella quarta e ultima fase l’insegnante assegnerà i ruoli agli allievi, in relazione alle loro attitudini e capacità.

L’attività sarà finalizzata alla rappresentazione di uno spettacolo teatrale nel mese di Giugno 2009.

Coloro che fossero intenzionati a partecipare possono presentarsi alla selezione che si terrà il giorno giovedì 16 Ottobre dalle ore 15.00 alle ore 17.00, presso il teatro della sede di Piazza San Paolo, 6 ad Albano Laziale, con una breve dimostrazione delle proprie capacità canore e recitative, il “provino” si svolgerà su basi musicali fornite direttamente dagli allievi partecipanti.

Jean-Michel Basquiat

settembre 26th, 2008

Dal 2 ottobre al 1 febbraio a Palazzo Ruspoli saranno esposti 40 capolavori dell’artista statunitense che è stato uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano, riuscendo a portare, insieme a Keith Haring questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte.

“Fantasmi da scacciare” è il titolo della mostra, il curatore Olivier Berggruen ha spiegato che nel tempo l’artista ha sviluppato “una visione della personalità umana come qualcosa di fratturato” frutto dell’alienazione “vissuta da un nero nella società razzista che più tardi lo avrebbe accolto con la stessa rapidità con cui lo avrebbe respinto qualche anno dopo, quando la dipendenza dalla droga lo fece diventare persona non gradita tra la maggior parte dei galleristi e dei collezionisti”.

Morì a New York nel 1988 a soli 27 anni per un’overdose di eroina ma oggi è tra i protagonisti più quotati dell’arte contemporanea.

« Io non penso all’arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita »
 
(Jean-Michel Basquiat)
  « Non ascolto ciò che dicono i critici d’arte. Non conosco nessuno che ha bisogno di un critico per capire cos’è l’arte »
 
(Jean-Michel Basquiat)

Sicuramente leggendo la biografia dell’artista tutti gli allievi non vedranno l’ora di vedere i graffiti del grande genio!!!